Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

Yearly Archives: 2020

Carpe Diem

Carpe Diem.. cogliere l'attimo

“Carpe Diem“: mai come ora, in questo periodo di restrizioni colorate, bisogna saper cogliere l’attimo per poter praticare la nostra passione preferita.

Comparsa la possibilità per un solo giorno, grazie a congiunzioni amministrative (o forse astrali), di potersi muovere verso la vicina Toscana, assieme a Giuseppe non ci abbiamo pensato due volte a caricare le auto, a partire di buon’ora e sfidare il freddo per fare la nostra ultima pescata dal kayak di questo complicato 2020.

Al nostro arrivo siamo abbracciati da una nebbia leggera e suggestiva, che lascia intravedere il sole che da lì a breve ci avrebbe accompagnato per tutta la giornata.

Le catture, almeno per me, non sarebbero neanche state importanti, mi bastava essere lì un’ultima volta e godermi la libertà, la bellezza della natura e semplicemente praticare la mia passione preferita.

Pensavo tuttavia che un qualche persico reale potessimo ingannarlo, così come magari qualche lucioperca visto il periodo freddo a lui congeniale.

Analizziamo la pescata

Con l’acqua a 8-9°C è necessario più che mai individuare le marcature sul fondale delle nostre prede. In questo periodo difficilmente troveremo branchi numerosi di Persici Reali.

Con le basse temperature mi è sembrato di osservare che essi si radunino in piccoli gruppi di una decina di unità o poco più, spesso ben adagiati sul fondale. 

Per la loro individuazione è fondamentale quindi possedere un ecoscandaglio performante, e nel mio caso lo Striker Vivid di Garmin, risponde appieno a questa esigenza, ricorrendo a tutte le modalità di lettura del fondale che dispone (tradizionale, Clearvu e Sidevu).

Così le catture di persici reali non si sono fatte attendere, ovviamente non numerose come nelle passate battute di pesca, ma comunque in buon numero.

Visto le dimensioni ben lontane dall’essere da record, per gustarmi il combattimento e renderlo più sportivo, adoro insidiarli con attrezzature light, come la canna Seika Mimik 0-4g abbinata ad un Ryobi Dust 2000.

Come dicevamo però, il periodo è buono anche per il Lucioperca, e pescando sul fondo con piccoli artificiali e gomme, incontrarlo non è difficile.

 Si chiude così questa annata di pesca dal kayak, intensa e scandita da tante interruzioni. Con questo magnifico lago speriamo di rivederci il prima possibile, magari alla riapertura ad inizio aprile, come prima del Covid, sperando di riuscire, nel mentre, ad immergere il kayak in altre acque e poter svolgere la nostra disciplina preferita!

Leave a comment

Seika Ranger Safety Jacket

La sicurezza in kayak

Se c’è una cosa che nella pesca dal kayak non deve mai essere sottovalutata è la sicurezza. Il kayak di per sé è un natante sicuro: il baricentro basso che manteniamo durante la navigazione e l’azione di pesca rende veramente minima la possibilità di ribaltarsi, in gergo “scuffiare“, ma la prudenza non è mai troppa. Un’onda presa male, un movimento azzardato mentre si pesca in piedi, un errore durante il combattimento con grosse prede sono alcuni esempi di come una piccola disattenzione potrebbe costarci un bagno non programmato, o peggio ancora, il ribaltarsi del kayak, con la perdita di tutto ciò non assicurato ad esso e le difficoltà nel rigirarlo e tornarvi a bordo.

Una delle cose fondamentali da imparare per permetterci di pescare in tranquillità è innanzitutto la risalita sul kayak una volta caduti in acqua. Il nostro consiglio è quello di approfittare dei mesi estivi per effettuare delle prove in sicurezza per trovare il modo più pratico e sicuro per riuscire a risalire, simulando appunto una caduta in acqua.

Dispositivi di sicurezza

L’altra cosa fondamentale è quella di indossare un dispositivo di aiuto al galleggiamento o di salvataggio. Quale differenza c’è tra i due?

Giubbotto di salvataggio

Come dice la norma ISO 12402-3, il giubbotto di salvataggio è un dispositivo in grado di fornire un supporto di aiuto anche in caso di persona priva di sensi o non in grado di nuotare. Hanno un livello prestazionale di 150N e sono obbligatori oltre le 6 miglia nautiche (distanze dalla terraferma non permessa tuttavia ai kayak).

I più comodi per praticare la nostra disciplina sono quelli automatici: leggeri, poco ingombranti e ad auto innesco tramite lo scioglimento di una pastiglia di sale che attiva la fuoriuscita di CO2 per gonfiare la camera d’aria, utilissimo in caso di perdita dei sensi. Gli aspetti negativi possono essere identificati nella manutenzione del giubbotto annuale, la quale consiste nel sostituire la bomboletta di CO2 e la pastiglia di sale (pratica che ha un costo di 25/30€), la verifica di eventuali crepe nella camera d’aria interna a causa dell’invecchiamento della plastica e la possibilità in caso di forte pioggia che il giubbotto possa innescarsi.

Dispositivo di aiuto al galleggiamento

Il dispositivo di aiuto al galleggiamento invece, secondo la norma ISO 12402-5, è il requisito minimo per gli sport acquatici, tra cui rientra il kayaking. Deve essere indossato sempre ed ha un livello prestazionale di almeno 50N, sufficiente per aiutare a stare a galla e aiutare nel nuoto una persona cosciente.

Sono in genere più ingombranti dei precedenti, composti da una parte posteriore ed anteriore contenente il materiale espanso che garantisce l’aiuto al galleggiamento. Questo tipo di dispositivi hanno tuttavia tanti aspetti positivi: non necessitano di manutenzione, hanno forme ergonomiche per permettere alle braccia di muoversi liberamente  durante la pagaiata o l’azione di pesca, un prezzo minore e sono dotati di tante tasche ed accessori. In genere questo è il dispositivo più utilizzato dagli yakers.

A questo proposito vi vogliamo presentare un giubbotto di aiuto al galleggiamento che abbiamo avuto modo di testare in modo molto approfondito durante l’ultima stagione di pesca: il Seika Ranger Safety Jacket.

Caratteristiche tecniche

Innanzitutto una caratteristica fondamentale: è realizzato a norma CE ISO 12402-5 e abbiamo quindi già la certezza di avere indosso un dispositivo sicuro e di qualità.

Essendo un dispositivo di aiuto al galleggiamento il suo livello prestazionale è di 50N, in grado quindi di aiutare a mantenere a galla e nel nuoto una persona cosciente. L’imbottitura è generosa, e dalle prove in acque riesce a mantenere tranquillamente in superficie anche una persona sui 90kg.

Esternamente salta subito all’occhio il materiale con cui è realizzato, ovvero il rip-stop, tessuto resistente ai fori e strappi utilizzato in genere nell’abbigliamento militare e di escursionismo.

Numerosissime le tasche per riporre minuterie, scatole e tutto quello che vi può servire a portata di mano, 3 dotate di chiusure a velcro, 3 dotate di robuste zip. Il frontale si completa con una clip porta accessori in gomma e una pratica molla con moschettone a cui attaccare il fischietto di sicurezza o forbici.

Frontalmente è presente la zip sovradimensionata di chiusura, due cinghie regolabili superiori ed una cintura in vita a clip regolabile in plastica. Lateralmente sono presenti per ogni lato 3 cinghie regolabili per adattarsi ad ogni corporatura, visto che si tratta di un giubbotto one size.

La parte posteriore imbottita, oltre al logo Seika, presenta un comodo gancio superiore, una banda laterale dove inserire accessori e la parte inferiore composta in rete per aumentare il potere traspirante, utile nel periodo estivo.

Considerazioni finali

Abbiamo utilizzato intensamente il Seika Ranger Safety Jacket nelle più disparate condizioni meteo e climatiche, dal freddo invernale al caldo torrido estivo, passando per acquazzoni incredibili e forte vento, apprezzandone la qualità e la robustezza dei materiali, nonché la durata nel tempo.

Obiettivamente le tante tasche divengono molto utili, specialmente in caso di competizione in cui serve minuteria ed accessori comodi, o magari il telefono a portata di mano per scattare velocemente la foto alla cattura.

Le tante regolazioni permettono di “cucirselo” addosso come meglio si crede, e la parte posteriore imbottita rimane posizionata sopra al sedile del kayak, permettendo alla schiena di posizionarsi correttamente. Infine il costo è veramente competitivo, attorno ai 70€: impossibile trovare qualcosa di equivalente a quel prezzo.

Vi proponiamo la video recensione del Seika Ranger Safety Jacket:

Leave a comment

Garmin Striker Vivid

Recensione Garmin Striker Vivid

Garmin Marine qualche settimana fa ha presentato presso l’International Boat Show di Fort Lauderdale negli USA, il successore della precedente fortunata serie di fishfinder Striker: il Garmin Striker Vivid.

Le novità

Quali novità ha rispetto alla già performante e completa dotazione della serie precedente?

La novità più importante è sicuramente l’aggiunta di 7 nuove tonalità di colore, definite proprio Vivid, per individuare e definire con ancora più semplicità pesci e strutture al di sotto della nostra imbarcazione.

Con l’aggiunta di queste nuove tonalità, il range cromatico ora è addirittura di ben 16 colori.

Altro upgrade molto interessante è il miglioramento del GPS interno, in cui, ricordiamo, Garmin è leader mondiale per questa tecnologia.

GPS reso ancora più preciso e veloce per segnare con estrema accuratezza i nostri migliori hot spot durante le nostre battute di pesca.

Restando in tema hardware, il case è stato reso ancora più robusto e resistente agli agenti atmosferici, mentre il già ottimo display è ancor più luminoso e ad alta definizione (480x800px), così da non perdere nessun dettaglio.

Cosa è rimasto

Per il resto mantiene tutte le incredibili funzioni della precedente serie, come la tecnologia CHIRP (250W 150-240kHz), la visione ClearVU e SideVU (350W 455/800kHz) a seconda della sonda scelta.

L’utilissima funzione Quickdraw Contours per creare le batimetriche dei vostri posti preferiti, la connettività wi-fi con l’app ActiveCaptain, utile per trasferire waypoints e caricare e scaricare le batimetriche dalla community Garmin Quickdraw.

La confezione ovviamente contiene il display, il trasduttore e tutto il necessario per installare ecoscandaglio Striker Vivid sulla vostra imbarcazione, sia sullo scafo, sia su un’eventuale motore elettrico grazie agli adattatori inclusi.

Striker Vivid è disponibile con dimensioni dello schermo di 4, 5, 7 e 9″, con sonda CV dotata di Clearvu e Chirp tradizionale e con sonda SV dotata anche di Sidevu.

Ecco la nostra video recensione e l’unboxing della confezione:

 Striker Vivid è disponibile con dimensioni dello schermo di 4, 5, 7 e 9″, con sonda CV dotata di Clearvu e Chirp tradizionale e con sonda SV dotata anche di Sidevu.

Ecco la nostra video recensione e l’unboxing della confezione:

Per altre informazioni: Garmin Marine

Leave a comment

Campionato Interlaghi Kayak Fishing 2020

Torno a casa con un furgone carico di kayak umidi, una borsa piena di gadget, una tonnellata di risate, amici nuovi e qualche consapevolezza in più.. questo è quello che mi aspetto di trovare quando partecipo a questo evento e che puntualmente trovo!

Ringraziamenti

Ringrazio i miei compagni del Team Seika Carlo Renato Filoni e Stefano Masotti per la compagnia e la sopportazione 😬, tutti coloro con i quali ho scambiato volentieri quattro chiacchiere ( Daniele , Emanuele , Emanuele, Mauro, Marco , Romina , ecc., Federico e tutta l’ASD Kayak Fishing Italia per l’organizzazione dell’evento nonostante meteo e limitazioni no covid. 

Svolgere comunque questo evento è un bel segnale per il movimento del kayak fishing, dimostrando di essere composto da pescatori consapevoli.

La gara

Un cenno sulla gara? Lo scorso anno fu la mia tappa di campionato “horribilis” e qualche timore lo avevo. Tuttavia con il pre fishing di venerdì mi si sono schiarite le idee e sabato mattina sono partito (a razzo) convinto di fare bene.. e penso di potermi ritenere soddisfatto, con un risultato costruito dall’inizio alla fine secondo mie convinzioni e da una preparazione atletica adeguata, risultata fondamentale in partenza, ma soprattutto al ritorno, quando ho evitato le penalità di un eventuale ritardo per solo due minuti. Solo i due grossi lucci slamati senza apparente motivo mi fanno un po’ rimuginare, perché avrebbero fatto una differenza abissale, considerando i 15cm differenza dal primo posto

Risultato

Ma va bene così.. mi riconfermo 5° a parimerito con il 4°, su oltre 40 partecipanti. In un post dissi che ci avrei fatto la firma.. così è stato!

Ringrazio ovviamente Seika Predators Fishing e TUBERTINI HIGH QUALITY per le fantastiche attrezzature messe a disposizione e Garmin Marine Italy per lo Striker 7 SV Plus, che si è rilevato uno strumento potentissimo, affidabile e decisivo. 🔝🙌 Per il 2020 basta gare!

Leave a comment

A siluri dal kayak

Ho sempre insidiato il siluro da riva o da barca, talvolta da piccoli tender. Venduta la mia Carolina Skiff J14 e successivamente il mio piccolo tender, rimasi qualche anno “appiedato” fino alla scoperta del kayak. Esso risolveva tutte le noie che i precedenti natanti possedevano: non necessitava di carrello e gancio traino (e conseguente manovre nel traffico o costi di rimessaggio/ manutenzione) di gru di alaggio, non si forava, non si perdeva tempo a gonfiarlo e sgonfiarlo per riporlo in auto, si caricava facilmente sulle barre e si metteva facilmente in acqua quasi ovunque. Da silurista quale sono l’unico interrogativo riguardava il suo comportamento alle prese con un grosso siluro, conoscendo gli impegnativi combattimenti e le dimensioni che raggiunge. A questo proposito ci pensarono Stefano, Giuseppe e Simone con i fatti a togliermi qualsiasi dubbio dalla mente! Così inizia la mia avventura a siluri dal kayak, che oltre a portarmi in giro per fiumi, laghi e canali d’Italia, mi porta anche diverse volte ad affrontare i siluri del Rodano e Piccolo Rodano francese (leggi qui e qui i report).

Quest’anno a causa del lockdown mi è stato impossibile insidiare il siluro nel periodo che più mi piace, la primavera, così questa estate mi sono ritagliato tra mille impegni, peripezie e recuperi, un paio di pescate assieme a Stefano e Gabriele.

La prima pescata quasi a fine giugno assieme a Stefano, scegliendo, visto il periodo, la tecnica della pesca a dinamica con il clonk. Questa tecnica, oltre ad essere la più strana e al contempo emozionante, richiede veramente poca attrezzatura a seguito: un clonk, qualche montatura, un guanto, ecoscandaglio, canna e mulinello.  Come esche, non avendo vivo a disposizione, abbiamo ripiegato su lombrichi canadesi e  strisce di calamaro.

Se le condizioni del fiume erano pressoché perfette per quello che riguarda il livello e “colore“, la stessa cosa non si poteva dire per la temperatura, che a discapito del periodo, era ancora bassa, al punto di indurre a pensare fin da subito che i siluri potessero essere in frega.

In effetti la mattinata conferma il nostro presagio. Pochi i siluri individuati, zero attacchi, spesso tracce “dritte” e a coppie, che giustamente non erano intenzionate a collaborare con noi, anzi quasi sempre il clonk li disturbava. Così ci prendiamo una piccola pausa per pranzare we rinfrescarci.

Fino a quel momento la montatura da me utilizzata prevedeva solamente piombo ed ancoretta ricoperta da lombrichi e calamari. Tento così di cambiare approccio, tentando con un cakitos, sperando di indurre almeno i siluri piccoli non impegnati nella frega ad attaccare, se non per fame, per scacciare il disturbo. Riprendiamo così la navigazione, derivando verso valle, cercando qualche siluro attivo. Il mio approccio nella pesca spesso si risolve in un “per la legge dei grandi numeri.. prima o poi… magari…”.

Quel “poi” è esattamente all’ultima curva dal punto di arrivo, quando sul mio Garmin Striker 7 Plus SV intravedo una traccia che risponde al colpo di clonk e sento sulla mia mano l’attacco. Ferro deciso ed impugno la mia Ethnic Dynamic Cat ed inizio a godermi il combattimento. Dal kayak anche esemplari di modesta taglia sono divertenti da combattere, essendo in grado di portarci a spasso per il fiume facilmente. Fortunatamente tutto va per il verso giusto e riesco ad avere la meglio su questo esemplare!

Qualche settimana dopo torno con Gabriele. Questa volta la temperatura dell’acqua è buona, mentre è il colore dell’acqua che mi preoccupa. Un temporale notturno ha leggermente intorbidito l’acqua, ed è di quel colore che in genere “spasta” i siluri, rendendoli poco reattivi.

Questa volta siamo vivo dotati, e riesco immediatamente al “pronti-via” a timbrare il cartellino:

Successivamente è il turno di Gabriele che infila in poco tempo due catture!

Tutto questo accade in una mattinata scarsa, per poi non riuscire a vedere più un’attacco, vuoi per la mancanza del vivo, vuoi per mancanza di attività… ma va più che bene così!

Leave a comment

Ritorno a Bilancino

Il 30 dicembre chiusi l’anno piscatorio con una uscita in kayak nell’invaso di Bilancino, splendido specchio d’acqua artificiale incastonato tra le alture del Mugello, vicino all’omonimo autodromo dove corrono il motomondiale. Quel giorno trovai, a causa delle copiose piogge dei giorni precedenti, un colore dell’acqua ben lontano dai suoi standard, e non so se per questo o per il periodo freddo, i pesci non vollero proprio collaborare. Poco importava.. mi bastava essere lì, godermi il momento e ripensare all’annata alieutica, come a voler tirare le somme, visto l’imminente fine dell’anno. Quel che è certo è che non mi sarei mai immaginato quello che sarebbe accaduto da lì a pochi mesi, con l’avvento del covid-19, delle restrizioni e via discorrendo. Abitando in Emilia Romagna poi, dal 4 maggio (data in cui è stato possibile tornare a pescare), essendo vietato pescare da natante nei laghi presenti, ho dovuto prolungare fino a giugno per la prima uscita in kayak dell’anno, alla riapertura della circolazione tra le regioni italiane.

Scelsi così come prima uscita di ripartire da dove avevo terminato: il lago di Bilancino.

Ritrovo per l’occasione vecchi, Marco, e nuovi amici, Romina con cui condividere questa ripartenza. Il Bilancino è rinomato per i lucci ed i black bass, ma io adoro dedicarmi alla pesca in verticale con i metal jig in cerca di Persici Reali e Luciperca, osservando attentamente l’ecoscandaglio.

Generalmente inizio a girare cercando di scandagliare le più disparate profondità, questo per cercare di capire a quale altezza sostino i pesci in quel determinato giorno e muovermi di conseguenza. Una volta individuati i branchi e a quale altezza sono e quindi insidiarli, grazie alla funzione Quickdraw Contours del Garmin Striker 7 SV Plus (clicca qui per saperne di più), avendo creato di volta in volta la mappatura del fondale, so con certezza dove trovare le zone similari.

Dopodiché è tutto un gioco di precisione: bisogna avere cura di restare il più possibile sul branco, calare il metal jig (in questo caso il Seika Sea Rock, da 7 o 14g) dentro di esso ed animarlo.. le catture non tarderanno ad arrivare! Il difficile è rimanere su di esso nonostante il vento o la corrente.

Dopo diverse catture decidiamo di cambiare zona del lago. Intravedo sotto una sponda ricca di vegetazione un black bass di buona taglia nuotare tranquillo sottosponda. L’occasione è ghiotta e tento con un jerk (il Seika Sea Bass Killer) di insidiarlo. Non mostra interesse. Monto un’esca di reazione, un whoppler poppler di casa Seika, lo Speedex. Niente, nemmeno questo lo interessa. Tento allora un lancio lungo la sponda. Dopo un metro e mezzo esplode l’acqua, ma il black bass non rimane allamato. Continuo il recupero e dopo diversi metri vedo una sagoma partire da sottoriva e attaccare con violenza l’esca. E’ un luccio. Combattimento rischioso in quanto non avevo montato il terminale in cavetto d’acciaio o con un grosso fluorocarbon. L’esca è completamente in bocca, e forse per questo il luccio non riesce a chiudere completamente la bocca e tagliare il filo. Ormai è a guadino, è fatta!

Rilasciato il luccio nel suo ambiente naturale ci fermiamo per una gustosa pausa pranzo presso lo stabilimento Bahia Cafè, che risulta sempre un’ottimo punto di sosta e rinfresco. Questo comprende, oltre a sdrai ed ombrelloni, un bar/ ristorante, bagni, noleggio kayak, imbarcazioni e negozio di pesca.

Riprendiamo poi la pesca. Io rimango indietro intrattenendomi a parlare con curiosi attratti dal mio kayak a pedali e da alcuni pescatori in barca con cui scambio quattro chiacchiere. Mentre cerco di raggiungere Marco e Romina, mi fermo in una piccola insenatura e vedo un altro black bass. Voglio rigiocare la carta Speedex e mi dico tra me e me di non sbagliare il lancio. Purtroppo sono fin troppo preciso, al punto di lanciargli esattamente sopra e farlo scappare. Proseguo qualche metro e ri-eccolo. Questa volta il lancio è giusto, l’acqua esplode ed il black bass questa volta si allama.

Lo rilascio e raggiungo finalmente i miei compagni di pesca, aggiornandoli sulla cattura. A pomeriggio ormai inoltrato, con il solito vento che si alza e crea divertenti onde, decido che può bastare così e torno a riva.

Direi che come ritorno a pesca dopo tanti lunghi mesi di attesa, non poteva che andare meglio!

Leave a comment

Kayak catfishing – Le Petite Rhone – Il video

Il video dell'avventura in terra francese

Lo scorso anno pubblicammo il report relativo alla nostra avventura in kayak nel Piccolo Rodano alla ricerca dei siluri, ricordate?

In caso non lo ricordaste, ecco il link da cliccare per andare a leggerlo: clicca qui

Se il report vi è piaciuto, perché non guardare anche il filmato?

E’ infatti finalmente disponibile anche il video report in cui potete ripercorrere tutti i momenti salienti, i luoghi, i combattimenti, le catture e tutto quello che è successo in questa fantastica avventura d’Oltralpe!

Potete guardare il video direttamente nella finestra qui sotto:

Leave a comment

Un giorno ordinario..

Alzarsi quando ancora è buio, osservare il sole alzarsi all’orizzonte e respirare l’aria frizzante ed umida del mattino. Caricare il kayak sull’auto con quelle oramai collaudate mosse e assicurarlo nel miglior modo possibile. Prendere l’autostrada e godersi in tutta tranquillità il viaggio, cercando con lo sguardo la meta in lontananza. Arrivare sulla riva del lago, osservare per qualche istante la natura in fronte a noi, sentirne il profumo. Scaricare il kayak, prepararlo minuziosamente con quelle poche cose fondamentali che possono servirci.

Quando mi sono avvicinato al kayak fishing, da silurista come sono, mi sono ovviamente lanciato immediatamente alla tentata cattura del siluro, sognando combattimenti al limite e adrenalina che scorreva a fiumi nelle vene. Tuttavia, più passava il tempo, più pescavo dal kayak, più mi avvicinavo anche ad altri predatori. Vuoi perchè logisticamente gli spot più vicini a me non avevano siluri, vuoi perchè la loro popolazione ove presenti, si è ridotta drasticamente rendendone difficile la cattura.. vuoi perchè con attrezzatura adeguata è possibile divertirsi anche con predatori più piccoli. Certo, non è la stessa cosa, ci mancherebbe.

Tuttavia ho applicato le mie conoscenze acquisite nella pesca a verticale dalla barca al siluro, ad altri predatori, applicandola al kayak. Quindi pescare in verticale, ad esempio i persici reali con i metal jig, osservando attentamente quello che appare sull’ecoscandaglio. Si tratta di una ricerca minuziosa, lenta, silenziosa. Bisogna coprire tanta acqua ed una volta trovata la “palla” di persici reali, restarci sopra (cosa non banale, specie se c’è vento o corrente).

Se i reali sono attivi, ogni calata è una cattura assicurata. Ovviamente non sempre è così facile. Con la pratica si imparano tanti accorgimenti che diventano fondamentali per capire come catturarli, mantenerli attivi o dove trovarli nei vari periodi dell’anno. Ecco, non ho ancora capito come selezionare la taglia. Aspiro ancora ad un coloratissimo reale da kilo!

Eccomi in un ordinario giorno di kayak fishing:

 Ecco alcune attrezzature che utilizzo per questa pesca:

  • Seika Spirit 1.80m 2-10g: leggera per non affaticarsi, corta quanto basta per pescare esattamente nella verticale del kayak, rimanendo all’interno del cono dell’ecoscandaglio e per gestire azione di pesca e combattimento nel migliore dei modi. Vetta sensibile ed un’azione progressiva molto bella. Un piacere vederla tutta piegata in combattimento. La utilizzo con piccoli jig da 3-5-8 grammi (i Seika Mini Jig). Clicca qui per saperne di più.
  • Seika Spin Yak 7’3″ 15-60 g: creata appositamente per la pesca da kayak e destinata allo spinning, l’ho usata con ottimi risultati anche nella pesca in verticale utilizzando metal jig (i Seika Sea Rock) di dimensioni più generose, diciamo 14-25-40g. Clicca qui per saperne di più.
  • Seika Mini Jig: piccoli metal jig disponibili in grammature di 3- 5.5 – 8,5 grammi e tantissimi colori. Clicca qui per saperne di più.
  • Seika Sea Rock: intramontabili metal jig. Ne esistono di tante grammature e colori. Io utilizzo in genere i 14 e 25 grammi, saltuariamente i 40 grammi. Clicca qui per saperne di più.
  • Garmin Striker Plus 7SV: ecoscandaglio di casa Garmin che mi accompagna a pesca ormai da un paio di anni. Questa versione dispone di tutte le visioni: tradizionale, clear vu e side vu. Se la side vu la utilizzo per cercare ad ampio raggio inizialmente i gruppi di pesce risparmiando tempo, la tradizionale e clear vu sono sempre a monitor, per definire dettagliatamente il branco. Molto comoda la funzione Quickdraw countours, che permette di creare la batimetria del fondale.. utilissimo per sapere dove andare a colpo sicuro nei vari periodi dell’anno, quando il pesce si sposta in determinate profondità. Clicca qui per saperne di più.

In merito ai metal jig, armandoli con una ancoretta capita purtroppo durante la “jiggata“che si agganci al finale in fluorocarbon. Non ho ancora trovato una soluzione definitiva, quello che è certo è che sostituendola con un amo singolo o con piccoli assist hook, riduciamo tantissimo questo inconveniente. Con amo singolo può essere meno efficace in termini di allamate? Sinceramente non mi è sembrato. Consiglio inoltre di avere tanti jig di diversi colori: ogni lago “ha i suoi colori”.. sembra incredibile ma un colore che funziona tantissimo nel lago x, nel lago y non rende, mentre rende una tonalità diversa.

Credo che la pesca di questo predatore sia snobbata da tanti.. vuoi perchè “semplice” la sua cattura, vuoi perchè non raggiunge taglie eccezionali, o non so quali altri motivi. Personalmente la trovo una pesca molto divertente e rompicapo in talune occasioni, al punto di perdere una giornata intera nella loro ricerca, come se fosse una caccia al tesoro. Inoltre spesso e volentieri ai metal jig cascano altri predatori, come luciperca o lucci.. come ci è successo in questa nostra avventura: clicca qui per leggere il report.

Insomma.. io vi consiglio di provarla!

Leave a comment

Trout Area Championship Kayak Seika

Trout Area da kayak? Perchè no

Ricordo molto bene come è nata questa idea. Per scherzo. 

Ottobre 2019. Di ritorno da una notturna a siluri (questa per la precisone) mi fermai a pranzo da Andrea, assieme a Marco e Domenico, tutti pescatori, tutti yakers.

Tra una portata e l’altra gli aneddoti di pesca si sprecavano ovviamente.. e poi è emersa una cosa preoccupante:

“quando arriva freddo cosa facciamo, che non ci sono più gare da kayak e pesci attivi?“

“andremo a trote!“

“a trote dal kayak però“

“ci sto, però facciamo la gara!“

“io trovo il lago“

“io mi organizzo per riprendere tutto e farci poi due risate“

Quando l’intento è comune, basta poco a realizzarlo.. è nato così il T.A.C.K. Trout Area Championship Kayak Seika!

Le regole:

Partenza all’americana, corsa con gomitate e spintoni inclusi, recupero della propria canna, corsa dal proprio kayak per alarlo ed iniziare a pescare! Ovviamente vince chi cattura di più!

Chi avrà vinto?

Scopritelo guardando il video, dove potrete guardare ogni fase della gara grazie alle telecamere personali di ogni partecipante!

Il video:

Ringraziamenti

Ringraziamo Daniele, il gestore del Lago di Gioviano di Borgo a Mozzano (Lu) per averci concesso di organizzare presso la sua struttura questo insolito evento!

Leave a comment

Accade tutto in dieci minuti

Il tempo

Col passare degli anni ho imparato che nella pesca il tempo è relativo, può essere tutto o niente come tanto o poco.

Quando qualche settimana fa Alvise mi scrisse proponendomi una pescata a verticale sul Grande Fiume, sembrava ieri l’ultima fatta assieme. In realtà erano passati quattro anni. Quattro lunghi anni temporalmente parlando, perchè letteralmente parlando sono volati. Eppure, nonostante tutto ciò che può capitare in una lasso di tempo così grande, certe cose non cambiano.

Ecco quindi di buon’ora vedere arrivare come in un deja vu Alvise con la stessa auto e la stessa barca sullo stesso carrello, per andare nella stessa direzione, allo stesso pontile, sullo stesso fiume, a percorrere le stesse derive pescando con le stesse canne e mulinelli.

Purtroppo però il colore dell’acqua non lascia presagire nulla di buono. Non chiara come si ci aspetta in inverno, non sporca come lo spinning desidera. Un colore tendente al marrone con particelle in sospensione. Quel colore della serie “potete stare a casa“. Tuttavia siamo in ballo e dobbiamo ballare.

Così ripercorriamo accuratamente le nostre derive, a diverse distanze e profondità, pescando a vertical e fireball. Così per sette ore. Sette ore in cui forse l’unico mezzo attacco lo sento io.

Sono le 16 quando ci giochiamo la carta “affluente“, dove l’acqua è più pulita e con attrezzature più leggere possiamo tentare la cattura di qualche predatore alternativo in grado di regalare qualche soddisfazione.

Pescare con piccoli shad e testine piombate in mezzo a radici, alberi, manufatti è una tecnica con la quale abbiamo poca padronanza e dimestichezza, così gli incagli e le rotture sono nell’ordine del pomeriggio, al punto di farlo sembrare un bollettino di guerra dopo appena una mezz’ora di pesca.

La svolta

Come dicevo però all’inizio di questo racconto, il tempo è relativo: a volte numerose ore di pesca non danno risultati, altre volte basta pescare dieci minuti per tornare a casa contenti.

Quando ormai il tempo stava per scarseggiare, dopo l’ennesimo incaglio, ecco il lancio giusto al posto e momento giusto. Un bellissimo lucioperca viene a farci visita!

Galvanizzati dalla cattura torniamo subito in pesca. Credo siano passati pochi minuti quando sento un ennesimo nitido attacco sulla mia Seika Powerstick Lion. Ferro deciso ed inizio un divertente combattimento.

Il maggior peso e combattività mi faceva pensare ad un lucioperca di taglia maggiore rispetto al precedente.. invece, quando aggalla, ecco il primo siluro dell’anno con tanto di “esultanza da stadio” per il cappotto scampato definitivamente!

Dieci minuti per ribaltare le precedenti sette ore e mezzo di pesca! Il tempo nella pesca relativo!

Adesso Alvise vediamo di non fare passare altri quattro anni prima di tornare a pescare assieme!

Leave a comment