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Yearly Archives: 2022

Gli aspi del Turano

Gli aspi del Turano

A caccia delle frecce d'argento

Vi ricordate la nostra avventura di qualche anno fa nel lago del Salto alla ricerca di reali, lucci ed aspi? No? Qui potete trovare il report di quella battuta di pesca entusiasmante. Questa volta invece vi portiamo in un lago poco distante dal Salto, il lago del Turano. Distanti pochi chilometri e collegati tra di loro, questi due splendidi bacini vicino Rieti condividono le stesse specie di predatori: lucci, persici reali e aspi. Proprio all’aspio abbiamo voluto dedicare questa battuta di pesca dal kayak.

Identikit dell'aspio

Un predatore che in questo ambiente e nei mesi estivi risulta particolarmente sospettoso e selettivo, capace di sfinire il sistema nervoso ma anche di attacchi da cardiopalma e scatti brucianti che fanno esaltare chi lo insidia ripagandolo di tutte le fatiche.

Nel periodo estivo è facile trovarlo nell’immediato sottosponda intento a cercare qualche preda o esibirsi in fragorose cacciate che fanno saltare fuori dall’acqua i piccoli pesci presenti. Cercarlo con piccoli jerk, wtd o propeller  lanciati in modo preciso il più vicino possibile alla sponda è il modo migliore per catturarlo.

Ma attenzione a non avvicinarsi troppo alla sponda: l’aspio ha una vista acuta, ed una volta entrati nel suo campo visivo difficilmente degnerà di attenzioni le vostre esche, cambiando direzione in modo repentino ed inabissandosi rapidamente e senza alcuna possibilità di prenderlo. Un buon paio di occhiali polarizzati e pescare da in piedi facilita l’avvistamento a distanza ed aumenta le possibilità di cattura.

L’attacco è sempre molto violento e spettacolare, a differenza del combattimento, che non è sempre all’altezza delle aspettative, ma comunque divertente.

Gli aspi del Turano

Il video

 Nel video seguente vi mostreremo come insidiare e con quali esche gli aspi del Turano, e anche qualche bella cattura.. il tutto ovviamente pescando dal kayak:

Per altre informazioni sulle attrezzature utilizzate: Tubertini

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Predators Kayak Fishing World Championship Portogallo 2022 FIPSED

Italia Sul Podio al 1° Mondiale di Kayak Fishing FIPSed

I Numeri della Nostra Avventura

  • 4.000 km percorsi in furgone
  • 4 Stati attraversati
  • 38 movimenti di carico/scarico kayak
  • 37 ore in kayak
  • 6 ore di sonno medie a notte

Questi numeri raccontano solo una parte dell’incredibile esperienza vissuta al 1° Mondiale per Nazioni di Pesca dal Kayak FIPSed (Fédération Internationale de la Pêche Sportive en Eau Douce).

Una Sfida Senza Precedenti

Abbiamo affrontato pioggia, nebbia, vento e onde. Ci siamo ritrovati immersi in un enorme bacino a noi sconosciuto alla ricerca di black bass e lucioperca. Abbiamo dovuto stravolgere la nostra strategia di pesca, riuscendo a trovare la chiave pescando i lucioperca in profondità assurde in fondali abissali. Ognuno di noi ha dato il massimo dentro e fuori dall’acqua, perché una squadra è tale e ottiene risultati solo se lavora in questo modo ed è unita. Abbiamo corso tanto, perché un Mondiale non è una vacanza, ci sono orari da rispettare, impegni ufficiali e riunioni tecniche.

Euforia, Sconforto e Risultati

Abbiamo alternato euforia e sconforto, senza perdere mai di vista l’obiettivo, senza mai arrendersi. Abbiamo scalato la classifica, migliorando di giorno in giorno, arrivando a vincere la terza ed ultima gara.
Abbiamo conquistato il terzo posto al primo Mondiale di kayak fishing… L’Italia è tra le tre nazioni più forti al mondo!

Risultati Individuali di Prestigio

Due atleti italiani nella Top 10 individuale:

  • 5° posto per me, Mirko Piccioli 💪
  • 7° posto per Simone Isacchini 👏

Complimenti e Ringraziamenti

Onore all’Inghilterra, che ha interpretato benissimo il lago, vincendo con distacco, e al Portogallo, secondo. 👏👏👏
Dobbiamo ringraziare assolutamente una persona che in questi giorni, seppur dall’Italia, non ha esitato a darci alcuni suggerimenti rivelatisi vincenti: Giuseppe Lo Coco 🙏
Ringraziamo Fipsas Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee Nuoto Pinnato per averci fatto realizzare questo sogno, la Fipsed e la Federazione portoghese per l’organizzazione, Francisco Morais per l’ospitalità e tutte le Nazionali presenti per il Fair play e l’amicizia.
A proposito di amicizia, spesso parlo del terzo tempo nelle gare di kayak fishing Italiane, e il volere mantenerlo più a lungo possibile.. ebbene deve essere una cosa comune di questa disciplina! Durante la cerimonia conclusiva infatti, lo scambio di maglie, bandiere autografate ed oggetti tra i concorrenti è stata una delle parti più belle!

Prossima Tappa: Mondiale in USA!

Non c’è tempo per fermarsi: a giugno voleremo negli Stati Uniti, al Center Hill Lake in Tennessee, per un nuovo Mondiale di kayak fishing. L’avventura continua!

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Seika Mission Safety Jacket

Kayak e sicurezza

Se c’è una cosa che nella pesca dal kayak non deve mai essere sottovalutata è la sicurezza. Il kayak di per sé è un natante sicuro: il baricentro basso che manteniamo durante la navigazione e l’azione di pesca rende veramente minima la possibilità di ribaltarsi, in gergo “scuffiare“, ma la prudenza non è mai troppa. Un’onda presa male, un movimento azzardato mentre si pesca in piedi, un errore durante il combattimento con grosse prede sono alcuni esempi di come una piccola disattenzione potrebbe costarci un bagno non programmato, o peggio ancora, il ribaltarsi del kayak, con la perdita di tutto ciò non assicurato ad esso e le difficoltà nel rigirarlo e tornarvi a bordo.

Una delle cose fondamentali da imparare per permetterci di pescare in tranquillità è innanzitutto la risalita sul kayak una volta caduti in acqua. Il nostro consiglio è quello di approfittare dei mesi estivi per effettuare delle prove in sicurezza per trovare il modo più pratico e sicuro per riuscire a risalire, simulando appunto una caduta in acqua.

Dispositivi di sicurezza

L’altra cosa fondamentale è quella di indossare un dispositivo di aiuto al galleggiamento o di salvataggio. Quale differenza c’è tra i due?

Giubbotto di salvataggio

Come dice la norma ISO 12402-3, il giubbotto di salvataggio è un dispositivo in grado di fornire un supporto di aiuto anche in caso di persona priva di sensi o non in grado di nuotare. Hanno un livello prestazionale di 150N e sono obbligatori oltre le 6 miglia nautiche (distanze dalla terraferma non permessa tuttavia ai kayak).

I più comodi per praticare la nostra disciplina sono quelli automatici: leggeri, poco ingombranti e ad auto innesco tramite lo scioglimento di una pastiglia di sale che attiva la fuoriuscita di CO2 per gonfiare la camera d’aria, utilissimo in caso di perdita dei sensi. Gli aspetti negativi possono essere identificati nella manutenzione del giubbotto annuale, la quale consiste nel sostituire la bomboletta di CO2 e la pastiglia di sale (pratica che ha un costo di 25/30€), la verifica di eventuali crepe nella camera d’aria interna a causa dell’invecchiamento della plastica e la possibilità in caso di forte pioggia che il giubbotto possa innescarsi.

Dispositivo di aiuto al galleggiamento

Il dispositivo di aiuto al galleggiamento invece, secondo la norma ISO 12402-5, è il requisito minimo per gli sport acquatici, tra cui rientra il kayaking. Deve essere indossato sempre ed ha un livello prestazionale di almeno 50N, sufficiente per aiutare a stare a galla e aiutare nel nuoto una persona cosciente.

Sono in genere più ingombranti dei precedenti, composti da una parte posteriore ed anteriore contenente il materiale espanso che garantisce l’aiuto al galleggiamento. Questo tipo di dispositivi hanno tuttavia tanti aspetti positivi: non necessitano di manutenzione, hanno forme ergonomiche per permettere alle braccia di muoversi liberamente  durante la pagaiata o l’azione di pesca, un prezzo minore e sono dotati di tante tasche ed accessori. In genere questo è il dispositivo più utilizzato dagli yakers.

Nel seguente video vi spiego tutte le novità relative al nuovissimo Mission Safety Jacket:

Per altre informazioni: Tubertini

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Campionato Italiano Kayak Fishing Predatori FIPSAS 2022

Il sogno si avvera: finalmente Campione Italiano!

Non c'è due senza tre? Questa volta sì!

“Non c’è due senza tre” pensavo nei giorni precedenti alla gara in riferimento ai due secondi posti nelle prime due edizioni del campionato. E invece capita che nell’edizione con i contenders più forti e con le condizioni del lago più complicate di sempre riesco finalmente a sfatare il taboo e salire sul gradino più alto del podio!

Aggiungi qui il testo dell’intestazione

Due giorni di gara condizionati fortemente dalla nebbia, la quale alzandosi tardissimo ritardava l’attività dei predatori, e costringeva noi a catturare il più possibile in neanche due ore di tempo. Aggiungiamoci che mangiavano malissimo e che una decina di imbarcazioni creavano disturbo. Non un weekend facile, per nessuno.
Al primo giorno con una discreta quota finisco terzo: chi è davanti, Riccardo e Giuseppe, ha un luccio in piú. 🫣
Con le stesse condizioni di sabato alla domenica, ho ben chiaro però quello che devo fare. 😏
Domenica dopo neanche un’ora di gara accade quell’evento che ti fa pensare che forse è la volta buona: un luccio da 81cm, preso dopo averlo osservato sul mio Echomap cacciare in un branco di reali. Era rimasto lì a bocca asciutta e aveva fame.
Proseguo con la mia strategia, che si rivela corretta: arrivo dove dovevo essere al momento giusto (a nebbia scomparsa e con la temperatura in rialzo), faccio quota Persico Reale e cerco i perca, che trovo, a misura, a 15 minuti dalla fine. 💪
Sapevo di aver fatto bene mentre Riccardo e Giuseppe non altrettanto.. ma visto i precedenti non ho azzardato a fare calcoli, aspettando invece il countdown alla premiazione, in cui finalmente il mio nome è l’ultimo ad essere nominato! 🥹
Alla terza finale, dopo due argenti, e dopo aver vinto la qualifica nello stesso lago lo scorso aprile, finalmente sono Campione Italiano

FantaSeika

Aggiungi qui il testo dell’intestazione

Simone e Giuseppe: i compagni di avventure perfetti, con i quali basta un cenno per intendersi. Affrontiamo la pesca allo stesso modo e allo stesso modo stiamo crescendo. Siete forti.. e se ho raggiunto questo traguardo è anche grazie a voi che mi sopportate! 😉
Seika Predators Club: orgoglioso del mio club. 7 finalisti (anche se effettivi 6, causa rinuncia per lavoro di Emanuele), 3 nei primi 5. Cosa aggiungere? Ogni anno siamo lì a intasare le parti alte delle classifiche. Siamo forti! 💪💪 Questa medaglia è nostra! 🙌
Complimenti a Riccardo Palma (che ritroverò in Portogallo a breve) e Federico Astri (non sai che soddisfazione vederti catturare e fare quota usando una canna creata da me 🤗).
Grazie a Fipsas Federazione Italiana Pesca Sportiva Attività Subacquee Nuoto Pinnato per questo fantastico Campionato, a Mauro Evangelisti e Massimo Mecatti per la disponibilità ed organizzazione! Grazie al Comune di Barberino del Mugello per ospitarci ogni anno!
Grazie a tutti i finalisti: il mondo del kayak fishing agonistico è come un terzo tempo nel rugby.. ed il merito è vostro!
Grazie a Federico Botarelli di Bolsena Yachting per avermi prestato il sedile dell’Outback!
Grazie a Seika Predators Fishing e Carlo Renato Filoni per supportare la nostra squadra e queste gare!
Grazie ai nostri sponsor Garmin Marine Italy e Get Moving .

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Seika Jig Yak

Da quando l’amico Stefano mi ha fatto scoprire diversi anni fa la pesca del persico reale, ho finalizzato molte delle mie successive battute di pesca a cercare di capirne di più su questo predatore, spesso sottovalutato e snobbato. In ogni lago in cui andavo, ed era presente, era il mio obiettivo, anche durante gare in cui non era preda valida ed era poco presente. Volevo conoscere il comportamento, gli spostamenti, gli orari, le esche preferite come riconoscerli sull’ecoscandaglio.

Vertical Fishing

La tecnica che reputo più redditizia è cercare le tracce sull’ecoscandaglio dei persici reali e pescarci esattamente sopra. Molto più performante rispetto ad una classica ricerca al lancio.. si perde molto meno tempo ed aumentano di molto le probabilità di cattura.
Però mi mancava ancora qualcosa.. una canna che mi permettesse di insidiarli dal kayak in maniera precisa, ovvero come quando pesco i siluri a dinamica (clicca qui per leggere un report di pesca a dinamica), che è forse la tecnica verticale più precisa che esista.
In questa tecnica infatti è necessario essere più vicini possibile al cono del trasduttore per visualizzare nitidamente sull’ecoscandaglio la nostra esca. Una volta individuata la traccia del siluro, si avvicina e anima l’esca vicino ad esso per stimolare l’attacco.
Seguendo questa filosofia, ho iniziato a usare canne sempre più corte, fino al metro ed ottanta, ma ero ancora lontano dal feeling che cercavo e di più corto non esisteva nulla.

Precisione

La necessità di avere una canna corta è semplice: essere precisi sulle tracce che l’ecoscandaglio ci mostra, le quali sono esattamente sotto di noi, o meglio sotto il nostro trasduttore, che solitamente è posto nell’apposita sede sul fondo del kayak più o meno dietro alla seduta.
Pescare infatti con canne dal metro e ottanta in su, significa allontanarci sempre di più dal trasduttore, quindi dal cono, quindi dalla traccia che visualizziamo, e di conseguenza perdere la possibilità di far abboccare il nostro predatore, in quanto la nostra esca è lontana da esso. Al contrario, più una canna è corta, più rimaniamo vicini o addirittura all’interno del cono (la cui dimensione dipende dalla profondità in cui peschiamo e dalla frequenza utilizzata), quindi siamo esattamente in mezzo alla traccia dei pesci visualizzati.
 
Visto che non esisteva nulla di simile di questa lunghezza (tranne le canne da ice-fishing, che non sono tuttavia adatte per azione ed impugnatura), la soluzione a questo punto era solo una: inventarla.
 
Fortuna vuole che lavoro in Tubertini, e abbiamo un progettista che avuto “pietà” di me e ha ascoltato le mie, stressanti, insolite e continue richieste.

Seika Jig Yak

Nasce così la Seika Jig Yak:

  • 90 cm di lunghezza
  • 7-25g di casting
  • La precisione più assoluta per pescare sulle tracce che ci mostra l’ecoscandaglio sotto di noi
  • Facile da trasportare in auto e in kayak
  • Facile da gestire in azione di pesca e combattimento grazie al manico corto ed ergonomico
  • Il divertimento più assoluto in kayak, in grado di rendere entusiasmante ogni combattimento, senza temere prede over metro
  • Da utilizzare sia con mulinello rotante che fisso
  • No, non è una canna da ice fishing

Provatela con metal jig e metal vib dai 7 ai 25 grammi alla ricerca di persici reali e lucioperca, o in mare alla ricerca di sgombri e sugherelli, o semplicemente del vivo da utilizzare a traina. Vi renderete conto di quanto sia divertente ed efficace pescare con questa canna.. al punto che spesso dedicherete intere uscite di pesca solo per pescare con lei!

Ecco la video recensione:

Per altre informazioni: Tubertini

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Seabassmaster Marine Team Championship 2022

Prima edizione di questa competizione a team alla ricerca della spigola nelle lagune di Orbetello.

Presenti 21 coppie, praticamente i migliori angler che partecipano al Branzino The Challenge.

Io faccio coppia con un vero Guru della Laguna: Andrea Roberto Massi 

Il format:

Il format è semplice, al sabato un angler della coppia pesca a Ponente e l’altro a Levante, alla domenica si inverte.La quota si raggiunge con 5 spigole per angler. Diventa obbligo quindi studiare un pò di tattica e strategia in base alle condizioni meteo e all’esperienza di ognuno.

A me è successo praticamente di tutto! 

Day 1

Nel Day 1 pesco nella Laguna di Ponente, con inizialmente poco vento: in mezz’ora ho già 3 spigole, alle 11.00 raggiungo quota ed inizio a cercare di incrementare la taglia. Il problema è che incrementa pure il vento. Tanto, oltre i 50 km/h. Arrivo in una zona promettente, lancio ed esce una 54 cm utile ad alzare la media. 

Sono le 13.00, mancano due ore al fine gara, ma il vento e le onde sono troppo forti, decido di riavvicinarmi alla partenza perché è troppo rischioso. Tutto ad un tratto, mentre navigo tranquillamente distante, apparentemente, da sponda, mi ritrovo fermo, con le pinne piantate nella sabbia. Faccio per togliere alla svelta i pedali, ma l’onda lo è più di me e mi travolge, facendomi ribaltare.

Seguono minuti confusi, giro il kayak sprofondando fino al ginocchio nel fondale, perdendoci dentro le scarpe e con le conchiglie che graffiano piedi e gambe. Cerco di recuperare l’attrezzatura avvicinandomi a riva e facendo ordine sul kayak, il tutto con onde altissime addosso. Non trovo più il sedile (evidentemente non era attaccata la clip, l’unica volta), una canna, il guadino e le pinze. Un’altra canna è rotta. Impossibile cercare in mezzo a quella confusione. Risalgo a bordo, a pagaia guadagno a fatica e contro onda 100m di laguna, rimetto i pedali e vado in direzione della partenza. Senza sedile, pedalare è scomodo e rischio i crampi, oltre ad aver bevuto l’acqua salata ed essere continuamente lavato dalle onde. 

Arrivo alla base in tempo, ma ho perso oltre a materiale, anche 1,5 ore di gara. 

Almeno il nostro Mission Safety Jacket ha fatto il suo lavoro, telefono, portafoglio e chiavi perfettamente asciutti. 

Mente locale

Il problema ora era trovare un sedile per il secondo giorno. 

Fortunatamente avevo un sedile da portare ad Isacchini, ma è per il nuovo Outback, non per il mio, quindi non ci sta. 

Da piccolo però guardavo Mc Gyver, ed allora con una cassetta di polistirolo presa dal pattume dei pescatori e una cinghia NRS nei gadget omaggio, riesco a fissare il sedile e tornare operativo per il giorno seguente. 

A fine Day 1 siamo comunque 5° in classifica a team, grazie ad una bella prestazione di Andrea a Levante e alla mia quota che seppur non altissima era onesta! 

Day 2

Parto con una rabbia, concentrazione e voglia di rivincita che la metà basterebbe.

Stavolta pesco a Levante, solitamente per me più facile. La laguna è leggermente increspata. I primi tre lanci mi portano a guadino una 47 e una 54. Poi passa un oretta e mezza con quasi zero vento e timidi inseguimenti, senza catture.. ma ognuno di esso mi faceva capire qualcosa. Cambio quindi approccio e trovo la chiave!

In 5 lanci faccio le tre spigole che mancavano alla quota. Poi proseguo con le catture per alzarla, riuscendo ad avere la quota finale con tutte le catture tra i 47 e i 54 cm! 

Andrea nell’altra laguna non riesce invece a trovare le grosse, facendo sì quota, ma con la più grande di 37 cm. Ponente si è rivelata molto più ostica per entrambi!

La classifica finale

Per conoscere la nostra posizione in classifica dobbiamo attendere la premiazione. Delle 21 coppie vengono premiate le migliori dieci. Il count down per noi termina al 4° posto! 

Abbiamo così guadagnato una posizione rispetto al sabato e sfioriamo il podio! 

Singolarmente concludo 8° su 42 partecipanti!

Dopo tutto quello che è capitato, possiamo ritenerci soddisfatti.. manca sempre quel pizzico di fortuna in più!

Ringraziamenti

Ringrazio Andrea per avermi concesso di essere la sua spalla in questo evento, per il suo aiuto e supporto in questi tre giorni. Veramente un grande! Ci siamo divertiti! 

Ringrazio tutti i ragazzi che mi hanno dato conforto al termine del Day 1, e Marco Aldi e Daniele Francioli per aver cercato invano nel Day 2 il mio sedile. 

Ringrazio Daniele Cittadini , Federico Botarelli , Claudio Amadei  per la compagnia e tutti gli altri ragazzi con cui ho scambiato quattro chiacchiere. 

Onore ai vincitori, fortissimi! 

Grazie a Silvio Smania  e Inside Fishing per questi eventi!

Grazie ovviamente a:

Seika Predators Fishing 

TUBERTINI HIGH QUALITY 

Garmin Marine Italy 

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Hobie Fishing Euros 2022

Il mio primo Hobie fishing Euros

Due erano i punti che ci eravamo prefissati:

1- Divertirsi e godersi serenamente l’evento 

2- Piazzare un Seika boys nella top ten 

Il primo punto è stato facile da raggiungere.. vuoi per l’atmosfera, vuoi per come siamo fatti noi, vuoi per gli altri amici partecipanti presenti.  Peccato solo non aver avuto la nostra squadra al completo! 

Il secondo era più complicato, ma tra le nostre file sapevamo di avere una persona in grado di potercela fare e sulle quali abbiamo puntato le nostre speranze: Tomaso Sbrana 

Il nostro “radiolina” non ha deluso le aspettative, e dopo il secondo posto nel Day 1, a fine del day 2 è riuscito a rimanere nella top 10, concludendo 8! 

Questo è un grandissimo risultato sia per la nostra società, sia per il nostro brand Seika Predators Fishing ! 

Il mio obiettivo

Per quello che mi riguarda invece, essendo una gara dedicata ad un solo predatore, il bass (preda che non pesco mai), in un lago che ho visto giusto due volte di numero, Bolsena, non potevo aver molte aspettative.. mi bastava riuscire a fare quota entrambi i giorni (5 bass sopra i 25cm ogni giorno): considerando che lo scorso anno ne feci 3 a misura in due giorni, sarebbe stato già un gran traguardo. 

Day 1

In due ore sono già a quota, ma commetto due errori: slamo a guadino un bass da almeno 35 e rimango le 6 ore restanti sempre in zona, in cui non vi erano pesci grossi. Sono 43esimo. 

Day 2

Decido di andare dove ho fatto il 53 lo scorso anno.

Alla partenza riesco a svincolarmi dal traffico, e come lo scorso anno arrivo primo sul posto: 25 – 36 – 34 nel giro di poco.

Dopo neanche due ore altri due 34 e quota raggiunta.

Poi fatico parecchio ma riesco a portare il 25 a 26, poi a 28, infine 33.

Classifica e ringraziamenti

Grazie a questa quota risalgo la classifica finale al 26°posto sui 68 concorrenti.. a 20 cm dalla top ten. Soddisfatto, ma con un po’ di rammarico per il primo giorno buttato via..  bastava facessi come domenica per fare molto meglio con poco sforzo.

Ringrazio Simone , Jacopo e Carlo Renato per il training precedente alla gara! 

Fantaseika

Emanuele Petruccioli - 6

Conquista la sufficienza con un sontuoso Day 2, ma rilasciare senza fotografare due pesci a misura al sabato pensando che la quota minima fosse 28 e non 25 è un grave errore che gli costa piazzamenti e un voto più alto. Pisano.

Massimiliano Bortoletto - 7

Riesce con fatica a fare entrambi i giorni quota, in extremis e senza riuscire a trovare i cm che contano. A suo favore l’handicap dell’utilizzo di un kayak non suo e la prima volta a Bolsena. È mancato il colpaccio di fortuna che solitamente porta in dote. Sul pezzo.

Andrea Marra - 7,5

Si dimentica che la gara è solo al black bass e pesca ventordici lucci. Quando se ne accorge si mette a black bass e riesce a raggiungere la quota entrambi i giorni nonostante l’ansia della quota. Ansiolitico.

Mirko Piccioli

Commette due errori nel Day 1, ma un ottimo day 2 gli permette di risalire di parecchio la classifica. Non male per la prima volta che si dedica al solo bass. Remuntada

Tomaso Sbrana - 9

30km in kayak, 9 ore di pedalate in tre giorni. C’è chi dice di averlo visto tornare a Pisa via mare in kayak dalla via che c’era. Porta Seika in top ten.. cosa dire di più? All we hear is radio Ga Ga.

Daniele Cittadini - 10

Non è un Seika boys, ma ospite nella nostra casetta resiste due notti alle flautolenze di Sbrana e Petruccioli in camera e nonostante questo si piazza 13esimo. Eroe.

Complimenti a tutti i vincitori, a Hobie Fishing Europe per l’organizzazione e a Federico Botarelli per tutto! 

Ed un grande grazie a tutti coloro che ci hanno fatto compagnia in questi tre giorni “internazionali”! 

Seika Predators Fishing

Garmin Marine Italy

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Seika Deep Yak

Vertical Kayak Fishing

Tra le tante tecniche praticabili dal kayak, la pesca in verticale è sicuramente tra le più divertenti e catturanti che possiamo praticare.

Fino ad ora bisognava tuttavia adattarsi con quello che il mercato della pesca da barca proponeva, ovvero articoli performanti sì, ma calibrati per un natante, non per un piccolo kayak in cui gli spazi sono completamente diversi.

Seika Predators Fishing ha creato per prima una linea di canne dedicate al kayak fishing, tra cui spicca anche una canna dedicata proprio a questo tipo di pesca. Il suo nome è Deep Yak.

Caratteristiche tecniche

6′ di lunghezza per una migliore gestione durante l’azione di pesca ed il combattimento, divisa in due sezioni con innesto put-in al manico per garantire una piacevole azione lineare parabolica ed incrementare la robustezza in ottica di combattimenti impegnativi.

Il numero di anelli presenti, Fuji Sic, è tale per cui è possibile utilizzare la canna con mulinello rotante. La scelta del portamulinello Seaguide senza il classico grilletto da casting è in ottica di utilizzare la Deep Yak anche con mulinelli a bobina fissa: la forma ergonomica del portamulinello garantisce comunque un ottimo feeling anche con i mulinelli da casting.

La lunghezza del manico e la finiture in EVA sono studiate appositamente per garantire il massimo comfort durante l’azione di pesca nel ristretto spazio del kayak, ed è presente in caso di combattimenti impegnativi, una crociera sotto il tappo di protezione in gomma.

 La Deep Yak è corredata da un cordino di sicurezza in velcro per legare la canna al vostro kayak ed evitare per i più disparati motivi di perderla in acqua.

Il casting è 50-150 grammi, ideale per gestire le più disparate esche utilizzate nelle varie tecniche verticali in mare, ma anche grosse esche siliconiche abbinate a teste piombate alla ricerca di lucci e siluri in acqua dolce.

La Deep Yak in combattimento è in grado di regalare bellissime curve paraboliche e garantire il nervo giusto nel momento del bisogno.

Video recensione

Ecco la mia video recensione:

Mentre qui potere vedere le bellissime curve che ci regala durante i combattimenti:

Per altre informazioni: Seika Deep Yak

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Siluri a dinamica dal kayak

Siluri a dinamica dal kayak

Una delle tecniche di pesca più divertenti ed adrenaliniche da svolgere in estate è sicuramente quella a siluri a dinamica dal kayak!

L’unione tra ecoscandaglio, clonk, kayak e filo in mano rende unica nel suo genere questa tecnica di pesca.

Se poi aggiungiamo che possiamo avere a che fare con prede che possono superare anche i 100kg di peso, ecco che oltre ad essere unica, potrebbe diventare anche epica!

Nel seguente video vi spiego in cosa consiste, cosa serve, come si pesca e vi faccio vedere anche qualche bel combattimento!

Se volete leggere un report sulla stessa tecnica di pesca, cliccate qui.

Per altre informazioni sulle attrezzature utilizzate: Tubertini

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Garmin Striker Vivid: funzione Quickdraw Contours

Quickdraw Contours

Tutti gli ecoscandagli Garmin hanno inclusa una funziona utilissima spesso ignorata dai pescatori, che può invece aiutare tantissimo nella navigazione, ma sopratutto nell’azione di pesca: stiamo parlando della funzione Quickdraw Contours.

A cosa serve?

Attivare la funzione Quickdraw Contours vi permette di creare la batimetrica del fondale dei vostri luoghi di pesca preferiti.
Semplicemente navigando il vostro ecoscandaglio rileverà la profondità e disegnerà una mappa in cui verranno riportati i metri rilevati e le linee batimetriche (ovvero tutti i punti posti alla stessa profondità) del vostro passaggio.
 
E’ un pò come comporre un puzzle: osservando la mappa vedrete che dietro all’icona dell’imbarcazione, navigando, comparirà una “scia“. Ogni passaggio creerà una scia, che andrà ad unirsi a quelle già rilevate, componendo così una mappa sempre più grande e dettagliata.
 
Permette inoltre due importanti modifiche:
1- scegliere un colore per range di profondità, così da rendere la mappa ancora più intuitiva e veloce da consultare. Ad esempio rosso da 0 a 2m, giallo da 2 a 5m, verde da 5 a 10m, bianco da 10m in poi;
2- impostare l’offset del trasduttore: nasce per definire l’altezza di installazione della sonda e rilevare quindi la giusta profondità. Tuttavia, se siamo soliti pescare in bacini soggetti a notevoli cambiamenti del livello dell’acqua (ad esempio bacini idroelettrici), sapendo quanto questi siano calati, è possibile cambiare di conseguenza l’offset, in modo da rilevare sempre dati coerenti che andranno a compilare la mappa.
In qualsiasi momento potrete consultare la mappa, spostandovi con i cursori (le frecce), ingrandendo o diminuendo la scala.  individuare il luogo preciso in base a profondità o conformazione dove trovare i vostri predatori.
Questa funzione diviene inoltre utile anche in fase di navigazione, ad esempio in caso di fitta nebbia, permettendovi di raggiungere gli spot di pesca o il punto di partenza consultando la sola mappa su cui appare la vostra posizione rilevata istantaneamente dal GPS.

Active Captain

Collegando tramite wi-fi i il vostro ecoscandaglio al vostro cellulare è inoltre possibile condividere le mappe create sull’app Garmin Active Captain per consultarle in qualsiasi momento ed anche sulla Community Quickdraw Contours, dalla quale potete scaricarne altre condivise da altri utenti ed installarle sul vostro ecoscandaglio (funzione molto utile quando si affronta un luogo nuovo).

Tutorial

In questo breve video vi mostriamo come attivare ed utilizzare la funzione Quickdraw Contours sullo Striker Vivid 7SV:

Per altre informazioni

Per altre informazioni: Garmin

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