L'avventura in terra svedese
Poche settimane fa, presso il lago di Bracciano, si è svolto il Campionato Interlaghi Kayak Fishing Hobie. Come primo classificato tra gli italiani in gara, mi sono aggiudicato il voucher per partecipare all’Hobie Fishing Euros presso il Lake Åsunden, in Svezia. L’Europeo Hobie è un evento bellissimo, al quale avevo già partecipato lo scorso anno, quando si svolse in Italia, al lago di Bolsena.
Se però Bolsena dista tre ore e mezza da casa mia, Ulricehamn ne dista ben 22, e per raggiungerla bisogna attraversare cinque stati europei. Un viaggio impegnativo… ed è qui che entra in scena Simone, che, appena sentito odore di avventura, non ci ha pensato due volte a offrirmi il suo aiuto!
Organizzazione del viaggio
La decisione era presa, ma ora bisognava organizzare il viaggio e raccogliere fondi per sostenere una trasferta tutt’altro che economica. L’ideale sarebbe stato volare e noleggiare auto e kayak in Svezia, ma il budget ci permetteva una sola opzione: caricare i nostri due Hobie sul tetto del Duster di Simone e partire per un lungo viaggio di 1.937 km.
Il programma era pronto: partenza mercoledì mattina da casa mia, arrivo in serata a Magdeburgo, in Germania, per passare la notte in hotel, e ripartenza giovedì mattina verso Rostock. Qui avremmo preso il traghetto per la Danimarca, attraversando il Mar Baltico, e poi di nuovo in auto verso Copenaghen, Malmö e infine Ulricehamn. Venerdì pre-fishing, sabato e domenica gara, lunedì ripartenza con sosta in Germania e martedì rientro in Italia.
Il primo inconveniente
Durante il primo giorno di viaggio, in Germania, la spia AdBlue dell’auto si accende inesorabilmente. Nonostante i rabbocchi, non si spegne, e inizia il countdown di 1.200 km: una volta raggiunti, l’auto non si sarebbe più avviata una volta spenta.
Inizia così un tour di telefonate, ricerche su internet e calcoli chilometrici. Cerchiamo un’officina a Norimberga, ma veniamo rimbalzati da due meccanici, mentre una terza officina ci dice che può aiutarci solo la mattina seguente, troppo tardi per noi che avevamo il traghetto alle 10:40. Decidiamo quindi di continuare fino a Magdeburgo e cercare aiuto a Rostock, consapevoli che non avremmo potuto spegnere l’auto.
Il mattino dopo arriviamo a Rostock. La prima officina ci rifiuta, ma la seconda riesce a darci una mano: purtroppo bisogna cambiare un pezzo, ma non hanno tempo prima di due settimane. Quando tutto sembra perduto, il meccanico riesce a sbloccare 600 km di autonomia. Potevano bastare per raggiungere Ulricehamn e tornare a Rostock, dove speravamo di ripetere la procedura e rientrare in Italia.
Arrivo in Svezia
Con pochi km di margine e tanto spirito di avventura, raggiungiamo il traghetto per la Danimarca. Attraversiamo Copenaghen e il suggestivo Ponte di Øresund, arrivando finalmente in Svezia. Gli ultimi chilometri, tra boschi e laghi, ci obbligano a più di una sosta per ammirare il panorama. Arriviamo al campeggio di Ulricehamn al tramonto, dove ci aspettano i nostri amici Andrea ed Elisabetta. Gli ultimi minuti di luce ci permettono appena di dare un’occhiata al lago, prima di essere assaliti dalle zanzare.
Pre Fishing
Nemmeno i tempo di realizzare dove ci troviamo ed è già tempo di entrare in acqua per il pre-fishing. Realizzare dove ci troviamo è veramente dura anche per un altro motivo: la nebbia. Esplorare per la prima volta un lago sconosciuto nonché enorme in questa condizione è tutt’altro che facile. Così iniziamo a navigare aiutandoci con l’ecoscandaglio, sia per mappare il fondale, sia per capire la direzione che stavamo seguendo guardando la nostra rotta. Troviamo qualche branco di persici reali, catturandone pure qualcuno, ma la taglia è veramente piccola. Troviamo anche la sponda opposta, dove è presente un fitto canneto, invitante per i lucci, ma non produttivo. Verso mezzogiorno si alza la nebbia ed iniziamo a realizzare un pò la conformazione della parte di lago in cui eravamo. Riusciamo anche ad individuare delle tracce interessanti e catturare un paio di lucioperca di media misura, ottimi in ottica gara.



Al termine del prefishing , giusto il tempo di prepararsi e ci rechiamo al quartier generale dell’evento, nel parco distante poche centinaia di metri dal campeggio, dove svolgiamo le operazioni di registrazione, consegna della maglia ufficiale dell’evento e della Welcome bag. A seguire briefing e un barbecue con tutti i partecipanti e le immancabili zanzare del tramonto.
Day 1


Considerando il prefishing poco soddisfacente, il primo giorno di gara è andato oltre le più rosee aspettative.
Sembra che abbiamo trovato la chiave per i lucioperca, nelle ore centrali si attivano e riusciamo a catturarli utilizzando del metal via dorati. In extremis riusciamo anche a trovare dei persici reali di taglia giusta (anche se non ancora quella che uno si aspetta quando pensa alla Svezia). I lucci ancora rimangono una incognita invece, giusto uno catturato per caso in mezzo ai persici reali, della misura minima per essere inviata su Tourneyx, l’app utilizzata per registrare le catture!
Chiudo 14esimo.. peccato non aver trovato un altro luccio per completare la quota totale, che mi avrebbe permesso di rientrare nei primi 10.. ma tutto sommato non mi lamento! Farei la firma per replicare così anche nel secondo giorno!
Il mio compagno di avventura Simone Isacchini chiude 25esimo, completando quota perca e catturando un reale!
Day 2
Difficile, secondo giorno veramente difficile. Una fitta nebbia non ci ha mollato fino a mezzogiorno, nonostante il costante vento (e conseguenti onde lunghe) che pensavamo la facesse alzare presto. In più il pesce sembrava sparito.
L’idea era di fare i Lucioperca ed i persici reali nei due spot in cui li abbiamo trovati sabato, nonostante queste aree fossero soggette ad una pressione di pesca elevata già da due giorni (considerando il prefishing).
Tuttavia dopo un ora e mezza sul primo spot, dei lucioperca non vi era traccia, e decidiamo di cercare intanto i reali nel secondo spot. Lungo il tragitto riesco ad ingannare fortunatamente un Lucioperca che dà morale per il continuo della gara.
Sul secondo spot Simone è arrivato prima: riesce a prendere diversi reali e pure due lucci.. ma tutti sottomisura. Io invece sono più fortunato, arrivo e nel giro di 5 minuti riesco a fare la quota dei persici reali. Mancano 5 ore e mi serve almeno un altro Lucioperca, considerando che sui lucci non sono ferratissimo e li avrei cercati per ultimi. Penso di aver scandagliato ogni cm quadrato dell’area e lanciato su ognuna di quelle poche tracce riconducibili a perca e lucci. Niente.
Simone invece non è riuscito a trovare i reali a misura, in compenso nell’ultima ora riesce ad ingannare un lucioperca per togliersi almeno il cappotto di dosso.


Classifica
Non conoscendo il lago (lungo 19km) e visto le condizioni del giorno, abbiamo optato per una tattica conservativa, senza quindi andare allo sbaraglio in giro per il lago, consapevoli tuttavia che il pesce sarebbe stato molto più difficile rispetto a zone più distanti e meno pressate. Probabilmente abbiamo pagato la nostra scelta, ma considerando che questa era la prima volta in Svezia, il fatto di essere riusciti ad arrivare (visto gli imprevisti), partecipare e fare qualche cattura, è già un successo!
Su 43 partecipanti a questo Hobie Euros Fishing la compagine italiana chiude con queste posizioni:
17° Mirko Piccioli
31° Simone Isacchini
39° Andrea Marra
Complimenti al vincitore Stian Slora e agli ormai amici Florian Linner (2°) e Jonas Pesca (5° e Big Fish).. questi sono di un altro mondo!
Conclusione e ringraziamenti
Grazie a Hobie Fishing Europe per l’organizzazione di questo bellissimo evento in una location fantastica!
Grazie ad Andrea Marra e la Betta per la compagnia ed i pranzi assieme!
Grazie ancora a coloro che ci hanno aiutato a realizzare questa avventura:
IL Girasole di Cordani Eros e Ognibene Tiziano snc
Grazie all’insostituibile compagno di mille avventure Simone Isacchini ! Dopo un’ avventura simile, qualsiasi altra futura sarà una passeggiata
Grazie a Garmin Marine Italy RAILBLAZA Italy e FULL BAITS & Ultralight per le fondamentali attrezzature!
Grazie a tutti i partecipanti con i quali ci siamo potuti confrontare ed arricchire il nostro bagaglio tecnico, grazie a tutti coloro che dall’Italia ci hanno seguito e sostenuto!
Non ringrazio invece le milioni di zanzare, e conseguenti punture, di Ulcerham!
P.S. Vi state domandando se siamo riusciti a tornare in Italia senza problemi all’auto? Ebbene sì! Fortunatamente e per una ragione a noi sconosciuta (e probabilmente anche a i meccanici) il countdown dei km era bloccato, permettendoci così di seguire la nostra tabella di marcia e giungere martedì pomeriggio finalmente a casa!