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Monthly Archives: Aprile 2014

Video: La pesca a break-line

Volendo individuare la tecnica di pesca al siluro più catturante, la break line è sicuramente la più indicata. Praticabile da primavera all’autunno e di facile esecuzione, ha come aspetti negativi l’elevata quantità di attrezzatura necessaria (considerando di passare tutta la notte sul fiume, quindi tenda, lettino, ecc.) e l’obbligo di possedere un natante per il posizionamento delle esche.

L’essenza della pesca a break line è questa: posizionare le esche vive in prossimità di ostacoli vicino alla sponda dove il siluro caccia (alberi, erbai, ecc.), senza che esse possano spostarsi per l’azione della corrente o dell’esca stessa. Questo è possibile realizzarlo collegando il nostro terminale all’ostacolo tramite uno spezzone di nylon (0,40 mm di diametro generalmente), chiamato break-line. Quando il siluro attacca l’esca, la break-line si rompe ed è possibile continuare il combattimento.

Nel video che segue realizzato assieme a Star Fishing TV potete vedere tutte le fasi della pesca a break line (cliccate sull’immagine).

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Tre uomini e una barca

Durante la primavera la pesca con la break line è sicuramente una delle tecniche più piacevoli da effettuare, sia per quello che riguarda le temperature, sia per l’assenza di zanzare, ed ovviamente per l’elevato numero di catture possibili. Tuttavia il periodo è ovviamente ottimo per insidiare il siluro anche con altre tecniche, come il vertical o il fireball da barca. Così dopo diversi week end dedicati alla pesca da riva, era giunto il momento di dedicare assieme a Roberto e Riccardo, due giorni alla pesca dalla barca.

L’inizio non è dei più promettenti: lo scivolo è inagibile causa le recenti piene che lo hanno ricoperto di terra, di conseguenza dobbiamo spostarci di decine di km dalla zona prescelta alla ricerca di scivoli agibili, perdendo prezioso tempo strappato alla pesca. Come se non bastasse il caldo dei giorni precedenti ha lasciato spazio a temperature più rigide e ad un fastidioso vento costante che sposta poco promettenti ammassi nuvolosi. L’aspetto positivo, oltre alla stagione, è la costante portata del fiume.

Trovato uno scivolo agibile, eseguito l’alaggio della barca, siamo pronti ad affrontare questi due giorni di pesca dalla barca. Come preannunciato le tecniche scelte sono il vertical ed il fireball, con le loro varianti vivo/gomma.

Le recenti piene hanno stravolto il fondale, cambiandone la profondità, facendo sparire anse e creando nuove derive. Inizialmente siamo un po’ spaesati ed è necessario studiare la nuova conformazione del fondale. Così le prime derive risultano poco fruttuose nonostante promettenti saliscendi del fondo e una corrente perfetta. Anche l’ecoscandaglio non mostra presenza di pesci. Poi all’improvviso Roberto sente trattenere la sua esca, attende qualche secondo e ferra deciso. Combattimento rapido e primo siluro a glowing.

Rilasciato con cura il siluro, tentiamo nuovamente le derive a noi conosciute senza ottenere altri risultati. Decidiamo così di ancorarci, pranzare, riposare e tentare di pescare a feeder qualche esca, sfruttando le ore centrali della giornata in cui i siluri si muovono solitamente meno. Purtroppo verso sera si intensifica un freddo vento che ci rende improbabile pescare correttamente.

Il cielo spazzato dalla nuvole

Decidiamo quindi di sospendere per questa giornata la pesca, rientrando al pontile. La vicinanza dei pontili ai centri abitata è un vero toccasana enonchè risorsa da sfruttare in occasioni simili. Ci rifugiamo in pizzeria per scaldarci un po’ e mangiare un pasto caldo prima di ritornare sul fiume a dormire nelle tende in attesa dell’alba di domenica.

Un  sole infuocato tenta di farsi largo tra le dense nubi. Noi siamo pronti ad affrontare questa ennesima giornata, sperando in qualche cattura in più.

Carichiamo l’attrezzatura in barca e ripartiamo verso le nostre derive, accompagnati da qualche goccia di pioggia , sperando di non dover concludere anzitempo la pescata.  Se Roberto e Riccardo si dedicano al fireball, io tento un po’ di vertical con la gomma (la gomma proteica di Loris per essere precisi), giusto per variare e verificare se i siluri desiderassero qualcosa di diverso. Durante la prima deriva vedo Roberto far saltellare l’esca innescata a fireball come nella pesca a vertical: mi viene quindi spontaneo consigliargli di non fare saltellare l’esca, ma tenerla semplicemente staccata qualche centimetro dal fondo e lasciare che sia essa a muoversi. Passeranno una ventina di secondi da quando Roberto esegue il movimento da ma indicato, che la sua esca si ferma, trattenuta da qualcosa. Roberto attende e ferra deciso. Inizialmente il siluro da piccole testate, facendoci pensare ad una taglia simile a quella del giorno precedente. Una poderosa ripartenza invece ci fa ricredere, e la fatica espressa da Roberto ci fa pensare col passare dei minuti che probabilmente abbiamo a che fare con qualcosa di più grande. Ipotesi confermata dopo una decina di minuti, quando il siluro aggalla ed effettuiamo il glowing di rito. Siluro abbondantemente sopra ai due metri! Ci spostiamo così nella vicina spiaggia per un primo bagno nel Grande Fiume per le foto di rito.

Dopo il rilascio preceduto dalla necessaria riossigenazione riprendiamo la pesca. Stranamente non si vede un arco sul monitor dell’ecoscandaglio e come se non bastasse ritorna il vento, rendendo difficile la pesca. Nel primo pomeriggio ritorniamo verso il pontile.

Chiedo di poter giocare un’ultima carta presso i piloni di un ponte. Innesco un grosso grub ed inizio a scandagliare i dintorni dei piloni. Il primo gruppo non dà risultati.. ci spostiamo quindi sul secondo gruppo, inavvicinabili causa un enorme isola di legna. Con il motore elettrico tento di costeggiarla e lascio scende in profondità l’esca. Durante la discesa sento un forte attacco e il mulinello cedere filo: ha abboccato! L’euforia dell’intuizione e della mangiata dura tuttavia pochi secondi, e il siluro si slama. Peccato, perché poteva rendere meno amara una due giorni avara di catture e dal meteo avverso. Visto la cattura di Roberto non possiamo comunque lamentarci! Ringrazio Riccardo e Roberto per la pescata, dandoci appuntamento a breve per la replica!

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Break line dietro le quinte

La stagione della break line è ormai entrata nel vivo. Ogni week end, meteo permettendo, è buono per effettuare catture, e l’assenza delle zanzare e del caldo estivo, permette di godere appieno ogni momento della battuta di pesca.

Cavalcando l’onda del bel tempo e del periodo favorevole, organizzo assieme a Mirco e Nicola una pescata a break line, e l’evento diviene occasione per girare un filmato con i ragazzi di Star Fishing TV sulla pesca a break line. L’appuntamento era per la tarda mattinata di sabato, tuttavia io rimango bloccato da una riunione a lavoro e raggiungo lo spot solo verso le 16.00.. fortunatamente Nicola e Mirco sono già riusciti a fare esche. Assieme a loro già presenti Alex ed il suo cameraman, attenti a riprendere ogni fase della battuta di pesca: dalla preparazione del campo alla pesca delle esche a ledgering.

Scarico la mia attrezzatura, ed inizio a gonfiare il mio tender.. anche qui sotto l’attento occhio della telecamera.. sembra di essere al Grande Fratello: anche l’aspetto per noi più banale può essere spunto per una ripresa. Basta farci l’abitudine. Ultimato il gonfiaggio e montato il motore elettrico, eseguiamo un giro di ricognizione sul fiume per cercare gli spot in cui fissare i cordini, a cui agganceremo le break line e quindi i nostri terminali. E’ importante cercare il filo della corrente per capire dove posizionare l’esca senza che essa venga travolta dalla corrente, trovare piccole anse tra gli alberi o create dalla sponda.. è qui che il siluro cerca le prede. Attenzione inoltre ad eventuali ostacoli sommersi che possono essere un punto di appiglio per l’esche.. o di riparo per il siluro una volta allamato. Trovati i possibili punti buoni, si passa ad agganciare ai cordini le nostre break line (in questo caso abbiamo utilizzato del nylon dello 0,35mm) e quindi i terminali. Fondamentale una volta fissate, il controllare l’effettivo posizionamento dell’esca e del lavoro che essa svolge. Questo controllo ci permette di capire se l’esca può essere potenzialmente attrattiva, o se necessitiamo di accorciare cordino o break, cercare un’appiglio migliore, aumentare la dimensione del piombo, ecc. A turno portiamo fuori le nostre esche, così come a turno tentiamo di spiegare i vari passaggi che stiamo eseguendo a chi ci guarderà da casa:

Finiamo di posizionare le esche e siamo perfettamente in orario, pronti per affrontare la notte.

Io mi affido alle Ethnic Breakline Cat (3,00m 6 libbre, distribuite da Tubertini), canne sviluppate appositamente per questa pesca che mi garantiscono l’azione ideale, robustezza, affidabilità e finiture ricercate.

Inizia l’attesa:

Alex mi chiede se in questo periodo è possibile avere qualche partenza anche con la luce del sole. Dalla mia risposta affermativa passano una decina di minuti quando la canna più a valle di Nicola sussulta e rompe la break line! Nicola si precipita sulla canna, ferra ed inizia il combattimento. Il siluro tira parecchio, sembra essere un bel pesce.. il cameraman riprende avidamente.. non capita tutti i giorni di poter filmare un combattimento diurno a break line! Dopo pochi minuti però il siluro si slama e addio cattura alla luce del sole. Nonostante il rammarico per il pesce perso, un’attacco così precoce ci fa ben sperare per il proseguo della battuta.

Riposizioniamo così l’esca di Nicola e siamo nuovamente in attesa.

Al calare del sole, piccoli attacchi di siluri altrettanto piccoli fanno suonare gli avvisatori delle nostre canne e sobbalzare noi,  intenti a prepararci la cena.. uno degli aspetti più belli di questa pesca fatta in compagnia degli amici:

Come spesso accade, quando sei intento a fare altro, stai pur tranquillo che qualcosa di interrompe.. quel qualcosa è l’avvisatore di Mirco. Corsa verso la canna e ferrata. Il pesce è allamato ed inizia il combattimento, anch’esso ripreso dalle videocamere, nonostante il buio. E’ inizio stagione ed i siluri sono molto combattivi, ma non abbastanza per vincere contro Mirco, che riesce a portare a riva una cattura degna di nota.

Altro giro a riposizionare l’esca e torniamo a tavola. A parte qualche falso allarme, nessuna canna “sbrekka” e possiamo gustarci la grigliata fino a quando non proviamo a riposarci un po’ sui lettini. E ad essere ancora protagonista è Mirco, che nel giro di due ore porta a riva altri due pesci, uno piccolo ed uno invece più grande rispetto alla prima cattura.

Il resto della nottata, tranne qualche falso allarme, scorre tranquilla, e all’alba ci svegliamo.

Spettacoli simili possono ammirarli in pochi.

A sole alto era ora di fare qualche foto alle nostre catture in compagnia della troupe di Star Fishing TV, rilasciarle e concludere il filmato.

Si conclude così una bellissima pescata in compagnia di vecchi amici, contraddistinta da due belle catture.. e da un terzo occhio puntato spesso su ogni nostra mossa.. a questo punto non vediamo l’ora di vedere il filmato sul sito di Star Fishing TV!

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