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Monthly Archives: Aprile 2013

Vertical Pod NG Fishing

Un componente fondamentale, ma spesso sottovalutato, per il silurista che pesca principalmente da riva con tecniche tradizionali ma sopratutto a breakline e a boa è il picchetto. Se praticando tecniche tradizionali come la pesca a galleggiante, fondo, cat o copter, esso è relativamente sollecitato in quanto spesso la frizione è allentata o è in uso il sistema baitrunner del mulinello, nella pesca a break line ed a boa esso è sottoposto ad un fortissimo stress dovuto alla costante tensione della canna brekkata ma sopratutto nell’attimo dell’abboccata del siluro, in cui la forza necessaria a rompere la break line è   in funzione di due vincoli fissi: l’ostacolo a cui è legata la break e il picchetto su cui è appoggiata la canna da pesca. Risulta quindi fondamentale che il picchetto sia il più robusto e meno flessibile possibile, in modo da non ostacolare la rottura della break line con una non voluta elasticità. Fino ad ora la soluzione più utilizzata e comoda era l’autocostruzione, in quanto sul mercato era possibile trovare solamente i picchetti da surfcasting in alluminio angolare, che risultavano tuttavia troppo deboli, al punto di piegarsi durante l’abboccata, con il conseguente rischio di perdita della canna. L’autocostruzione è quindi il modo più sicuro e pratico per creare un picchetto adatto alle nostre esigenze: non tutti però hanno materiale, strumenti e manualità idonee o amici con questi requisiti.

A sopperire questa mancanza ci ha pensato NG Fishing, una piccola realtà nata da alcuni appassionati toscani di pesca al siluro, che ha messo a disposizione la propria esperienza e manualità per rendere fruibili a tutti articoli per la pesca al siluro che fino ad ora si potevano ottenere solamente tramite l’autocostruzione.

E’ il caso del Vertical Pod, un picchetto espressamente creato per la pesca al siluro, adattabile a qualsiasi canna da pesca e sopratutto dall’ingombro ridottissimo. Vediamolo nei dettagli.

Quello che salta subito all’occhio la prima volta che abbiamo a che fare con il Vertical Pod è la compattezza: è racchiuso infatti in soli 52 cm, formato da due pezzi (un angolare e un tubolare in aciaio inox) e bloccati tra loro con uno strip in velcro che si rivelerà doppiamente utile (vedremo dopo il perché) e una manopola.

Possiamo quindi passare al rapido montaggio, che si effettua svitando la manopola che tiene uniti i due pezzi, sovrapponendoli e ribloccandoli con la stessa manopola, ottenendo una lunghezza totale di 92cm:

Il picchetto è così già pronto all’uso. La prima volta sarà necessario regolare l’altezza della battuta del calcio della propri canna semplicemente svitando un bullone e riavvitandolo in uno dei fori già presenti di regolazione.

Ora il picchetto è pronto all’uso. Se il terreno dovesse essere più duro del previsto è possibile inserire un tubo in acciaio (incluso) nell’apposito foro passante per facilitare l’inserimento:

Da notare le finiture: una protezione morbida sulla parte a contatto con il manico della canna per evitare segni e lo strip che, come avevamo accennato ad inizio articolo, oltre a fungere da legaccio per il trasporto, ha la peculiarità di fungere anche da legaccio di sicurezza per la canna da pesca durante l’azione, per evitare qualsiasi caduta accidentale.

Il mio giudizio

Non si può che rimanere soddisfatti di questo articolo sviluppato dalla NG Fishing. Uno dei difetti principali dei picchetti autocostruiti è rappresentato dall’ingombro degli stessi, che li rendono scomodi da trasportare o da inserire all’interno di sacche portacanne: pensiamo solo a chi è solito costruirli con la parte superiore a forma di “T” per avere un comodo punto di forza per l’inserimento nel terreno.. veramente ingombrante. Con il Vertical Pod invece abbiamo tutta la robustezza e durata nel tempo garantita dall’acciaio inox in cui è costituito e tutta la trasportabilità e facilità di inserimento nel terreno grazie al tubo inseribile in caso di necessità. La cura dei dettagli e le finiture (pensiamo allo strip multifunzione o alla guarnizione superiore ) sono inoltre impeccabili, così come la costruzione generale dell’attrezzo.

Vertical Pod è la soluzione per coloro che cercano un picchetto affidabile, di qualità, pensato per il silurista e dall’ingombro ridotto (quindi per chi magari deve camminare per parecchi metri prima di raggiungere la sponda).. e per coloro ovviamente che non hanno la possibilità di autocostruirsi in maniera così efficace un buon picchetto da catfishing!

Per altre informazioni: NG Fishing

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Ryobi AP Power XL 20000

Le tecniche di pesca della break line e della boa non lasciano molto spazio ad interpretazioni o ad adattamenti. Gli sforzi a cui sono sottoposte le nostre attrezzature infatti sono gravosi e si protraggono per diverse ore consecutive (spesso oltre le dieci o dodici), mettendo a dura prova la robustezza e l’affidabilità dei componenti. Pensiamo ad esempio alla sollecitazione a cui è sottoposto l’intero gruppo del rullino guidafilo, del gambo-piede del mulinello e della frizione durante la prolungata azione di pesca o al momento dell’effetiva mangiata del siluro, quando un ulteriore scarica di forza deve riuscire a rompere la break line facendo perno sulla nostra attrezzatura e il ramo o la boa a cui è collegata. Sarete quindi concordi sul fatto che la scelta dell’attrezzatura, ed in particolar modo del mulinello, non può essere casuale o presa con leggerezza, bensì ben ponderata, considerando inoltre altri due fattori molto importanti: la capienza della bobina (si è soliti imbobinare oltre 250m di treccia da 80/100 libbre; si fa molto presto ad utilizzare decine di metri di treccia posizionando le esche lateralmente rispetto a noi) ed un’ottima e potente frizione che ci dia affidabilità durante il combattimento.

Fatta questa doverosa prefazione da tenere sempre in considerazione, l’oggetto di questa recensione è un mulinello che sulla carta risponde ai requisiti che stiamo cercando: il Ryobi AP Power XL 20000. Vediamo di analizzarlo.

Ryobi Ap Power XL 20000
Ryobi Ap Power XL 20000

A tatto le prime sensazioni che ci pervadono sono la solidità e la robustezza complessiva del mulinello,  scaturite dal peso e dalla presenza di particolari sovradimensionati. Stiamo parlando infatti di un mulinello pesante attorno agli 880 grammi, peso giustificato dalla dimensione del corpo realizzato interamente in metallo (anodizzato e con una finitura anticorrosione per evitare qualsiasi usura indiretta ), e dalla generosa bobina in alluminio (come nel Luis, le braccia del rotore sono a forma di “v” per poter contenere una bobina maggiorata), la cui capacità è di ben  Ø 0,500/300 m. Tuttavia il peso considerevole non è da attribuire solamente all’aspetto esteriore del mulinello, ma è necessario sottolineare che  anche la meccanica interna è sovradimensionata, come il pignone e l’albero, così come è da evidenziare la presenza di guarnizioni stagne. La solidità del mulinello si nota inoltre dalla manovella monoblocco, che garantisce robustezza e assenza di giochi, abbinata ad una grossa ed ergonomica  manopola arancione fluorescente.

Il profilo snello ma muscoloso
Il profilo snello ma muscoloso
Notare il pignone esterno e le finiture metalliche
Notare il pignone esterno e le finiture metalliche
Piede mulinello
Piede mulinello

Come già visto su altri mulinelli di casa Ryobi destinati agli impegni gravosi, è stata eliminata la leva dell’antiritorno a favore dell’antireverse infinito, garantito da due cuscinetti monodirezionali sigillati a rullo. A proposito di cuscinetti, ce ne sono altri dieci tutti in acciaio inox: due all’interno della bobina sulla frizione, uno sul rullino guidafilo e uno su entrambi i braccetti dell’archetto, oltre a quelli principali sulla girante. La fluidità è garantita.

La robustezza dei componenti
La robustezza dei componenti

Per quanto riguarda la frizione, essa è composta da tre dischi in carbotex che gli conferiscono una massima potenza di 15 kg (30 libbre).

La manopola della frizione risulta un pò piccola
La manopola della frizione risulta un pò piccola

Passiamo ora alle considerazioni strettamente legate alla pesca del siluro in seguito a due anni di nostro utilizzo.

Le sensazioni di robustezza e solidità che si avvertono al tatto si riconfermano direttamente durante l’azione di pesca. Il peso è sì importante, ma essendo le canne nella tecnica  della break line e della boa costantemente posizionate su appositi picchetti (tranne ovviamente durante il combattimento o nel posizionamento delle esche) e non in mano, non influisce sull’azione di pesca nè contribuisce a stancare il nostro braccio, a tutto vantaggio di una maggiore resistenza agli urti, alla rottura del gambo, e della sicurezza che indirettamente riceviamo dagli ingranaggi sovradimensionati. Il braccio del rotore che ospita il blocco del rullino guidafilo inoltre, a canna “brekkata” e quindi con filo in tensione e frizione quasi del tutto serrata,  non si deformano come avviene ad esempio su mulinelli come lo Shimano Big Baitrunner LC, in cui tutto il blocco si avvicina quasi a toccare la bobina. La bobina è davvero capiente, permettendoci di caricare agevolmente ben 300 metri di treccia Momoi Jig Line Mx8 da 90 libbre 0,40mm, senza esaurire tra l’altro lo spazio disponibile: questo ci permette di avere abbastanza treccia per raggiungere gli spot più lontani in tutta tranquillità. Per quanto riguarda la frizione, i 15 kg sono una garanzia per affrontare qualsiasi siluro in qualsiasi condizione di corrente. La regolazione è fluida e abbastanza rapida (mai quanto la funzione “Istant drag” di casa Shimano) ma risulta per nostro gusto personale poco prensile e sottodimensionata la manopola della frizione, come abbiamo già visto sul Ryobi Luis, che rende un pò più impegnativa la sua regolazione, specialmente in caso di fretta. Buona ed efficace la presa sulla manopola della manovella monopezzo, che non presenta giochi. Il colore della manopola aiuta la sua individuazione inoltre nella pesca notturna. L’altra faccia della medaglia di questa manovella è che volendo richiuderla, è necessario svitarla del tutto (consiglio di acquistare i Reel Pouch XL, ovvero delle tasche in neoprene proteggimulinello applicabili anche a mulinello montato su canna e dotati di apposita tasca portamanovella): come nel Luis, un sistema simile a quello adottato dai mulinelli Shimano di stessa mission, sarebbe l’ideale. I molti cuscinetti presenti regalano un recupero molto fluido e davvero poco faticoso: ce ne siamo accorti sia durante un combattimento con un grosso esemplare in un fiume caratterizzato da forte corrente, sia in una battuta di pesca sull’Ebro in Spagna, quando bisognava spesso recuperare le esche posizionate a 250m dalla riva, con un siluro allamato o anche con il solo piombo (che per pescare con i pellet si usa anche di 600 grammi). Anche l’imbobinamento del trecciato risulta abbastanza buono, grazie al sistema antioscillamento brevettato dalla Ryobi. Non è sicuramente un mulinello entry level per quello che riguarda il prezzo, che si mantiene comunque in linea o di poco inferiore ai diretti concorrenti di stessa fascia e qualità. Concludendo possiamo affermare che se l’AP Power XL 20000 sulla carta sembrava potesse avere i requisiti per essere annoverato tra i mulinelli adatti alla pesca a break line e a boa, le prove sul campo hanno ampiamente confermato questa sensazione, e ci sentiamo quindi in grado di consigliarvelo ad occhi chiusi!

Manovella monoblocco e impugnatura ergonomica
Manovella monoblocco e impugnatura ergonomica

Per altre informazioni visitate il sito Tubertini

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