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Daily Archives: 3 Luglio 2015

Ethnic Dynamic Cat 1,90m Strong Action

La pesca con il clonk è probabilmente la tecnica più affascinante tra tutte quelle conosciute per insidiare il siluro. Oggetto principale di questa tecnica è il clonk, un pezzo di legno dalla forma particolare che, sbattuto in acqua con un preciso movimento, è in grado di attirare il siluro verso la superficie dell’acqua e quindi verso la nostra esca. L’ecoscandaglio è l’altro accessorio fondamentale, che ci permette di visualizzare la traccia della nostra esca (quindi la profondità a cui lavora) e gli eventuali archi che rappresentano i siluri (e l’eventuale movimento di essi verso l’esca). L’evoluzione di questa tecnica ha creato la pesca a dinamica, la cui differenza consiste nel portare l’esca incontro al siluro che sale attirato verso la superficie, e non aspettare che sia esso a trovarla nella sua traiettoria, intraprendendo un’appassionante testa a testa visualizzato sull’ecoscandaglio. Altra differenza sostanziale è che il filo lo si tiene in mano per una rapido avvicinamento al siluro, così come l’abboccata la si percepisce su di essa e la ferrata  si esegue con la stessa. Ne consegue che avendo in una mano il filo, nell’altra il clonk, la canna rimane durante l’azione di pesca ferma su un poggiacanna, situazione che porta facilmente il filo ad arrotolarsi agli anelli, con conseguente rischio di rottura quando si afferra per proseguire il combattimento. Sono state così sviluppate le canne a filo interno, riducendo a zero questo pericolo grazie alla mancanza di anelli esterni. Un’azione parabolica e una lunghezza attorno ai 2 metri sono le altre caratteristiche che una canna per la pesca a dinamica deve avere, per gestire meglio il combattimento dalla barca senza pericolo di rotture.

Partendo da questi punti fondamentali, con un’occhio di riguardo agli accorgimenti che facilitano la vita del pescatore, è stata creata la Ethnic Dynamic Cat Strong Action.

La lunghezza è di 1,90m, quindi rientra tranquillamente nel range della pesca dalla barca, divisi in due sezioni con innesto su manico a baionetta. Le due sezioni sono di diversa lunghezza, ovvero una solo il manico e l’altra solo il fusto, soluzione adottata da molti per garantire continuità di azione e robustezza del fusto stesso. L’innesto sul manico è molto curato, presenta infatti un’invito metallico.

Altro particolare è la finitura ruvida alla base del fusto per garantire una presa ottimale nello smontaggio dei due pezzi.

Dopo la finitura ruvida troviamo l’anello di ingresso del filo e l’hook retainer.

 Essendo a filo interno non ha ovviamente altri anelli all’esterno, migliorando quindi l’azione, che è più lineare e senza punti di rottura. L’apicale è l’ultimo anello presente oltre a quello di entrata:

L’azione scelta è parabolica progressiva, quindi un fusto che si piega fino al manico, dove quest’ultimo rimane molto più rigido. La potenza è 250-300 grammi.

Dando uno sguardo al manico, troviamo un tappo in sughero arrotondato e l’impugnatura in neoprene impreziosita dal marchio Ethnic impresso a caldo.

 Il portamulinello è in robusto ma al contempo stesso leggero ABS, del tipo DPS, in grado quindi di ospitare anche mulinelli dal piede grosso.

Subito sopra troviamo l’impugnatura in neoprene ergonomica, dopo una finitura in sughero e un pregevole anello metallico.

Il mio giudizio

Chi pesca a dinamica sente immediatamente la necessità di una canna da pesca di un certo tipo: corta, comoda da impugnare, divertente con la stragrande maggioranza dei siluri che si catturano (medio-piccoli) ma cattiva quando serve e con accorgimenti che facilitano le varie situazioni che si presentano. La Dynamic Cat Strong Action risponde proprio a queste esigenze, essendo progettata , sviluppata e dotata di accorgimenti cuciti a misura per questa disciplina. La lunghezza di 1,90m rende la canna leggera e maneggevolissima sia nel momento in cui deve essere sfilata dal portacanne, sia durante il combattimento, aumentando il piacere ed il contatto con la preda, riuscendo a controllare le sfuriate del pesce anche sotto il natante senza timore di rotture per pieghe troppo azzardate (cosa che accade con canne troppo lunghe). L’azione parabolica progressiva va a supporto della lunghezza in situazioni come quelle appena descritte, oltre che a rendere piacevole il combattimento sia con siluri medio-piccoli (che ricordiamo essere la stragrande maggioranza di pesci che si catturano con questa tecnica) sia con siluri di taglia, dove entra in campo la riserva di potenza di un manico molto più rigido. La scelta di avere il fusto in carbonio in pezzo unico ed il manico a parte, lo rende molto più robusto, lineare d’azione e con meno possibilità di rottura. La finitura ruvida alla base di esso inoltre, garantisce la massima presa in condizioni di freddo, umidità o grande calore per un facile e rapido distacco dei due pezzi. Curatissimi i dettagli come l’hook retainer, utilissimo per agganciare la montatura durante gli spostamenti senza avere tra i piedi o per aria ami e ancorette. L’invito metallico dell’innesto sul manico, che rafforza l’ingresso e rende aggressivo il look. L’impugnatura ergonomica garantisce un’ottima presa, e gli inserti in sughero e metallo rendono l’estetica piacevole. Il tappo arrotondato invece, evita dolori sul bacino durante il combattimento. Il portamulinello infine è robusto e leggero al contempo, in grado di ospitare piedi di mulinelli importanti senza alcun problema, essendo tipo DPS. Inoltre l’ABS è un materiale più caldo rispetto al metallo, e ne permette l’uso anche in inverno senza conseguenze di trasmissione del freddo alla mano in caso di un’uso della canna in tecniche diverse come il vertical ad esempio. La distanza tra questo è l’anello di ingresso del filo sul fusto suggerisce un’uso di un mulinello rotante (molto più comodo nella pesca pesca a dinamica), e la rigidità del manico unità alla progressività del fusto sono in grado di non far toccare il filo sull’impugnatura o sulla mano. L’uso di un mulinello a bobina fissa non è sconsigliato, ma rende meno fluido e lineare il recupero, in quanto essendo ravvicinato l’ingresso del filo, accentua molto l’angolo che si crea quando il rullino guidafilo sul rotore del mulinello è alla massima distanza dal manico. Un’ingresso del filo ravvicinato evita invece quello che accade su canne con anelli di entrata molto distanti, che durante il combattimento vedono il filo passare da sopra a sotto il fusto. Infine una nota molto positiva: il prezzo si aggira sui 70€. Una cifra alla portata di tutti per uno strumento completo, divertente e realizzato a misura per una tecnica affascinante ed esigente come quella della pesca a clonk.

Per maggiori informazioni: Tubertini

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Pomeriggio dinamico

Se mi dovessero mai porgere la domanda “Qual’è la tecnica che preferisci per insidiare i siluri?”, non esiterei un secondo a rispondere con “La pesca a dinamica con il clonk“. Tutte le tecniche che si utilizzano nel catfishing sono belle e hanno caratteristiche ben precise che le differenziano l’una dalle altre (la trepidante attesa del suono di un avvisatore quando si pesca a break line, l’esplosione sull’artificiale a spinning, le inchiodate a vertical, ecc.), ma la dinamica ha per me quel non so che in più. Sarà il fatto di vedere quello che sta accadendo sotto ai tuoi piedi sul monitor dell’ecoscandaglio, sarà il confronto che si instaura con il siluro quando questo è in linea con la tua esca, sarà il suono cadenzante del clonk o il sentire l’abboccata direttamente sulla mano in cui teniamo la lenza madre. Un insieme di fattori che rendono questa tecnica unica, diversa da qualsiasi altra, che ti permette in un certo senso di interagire con la preda come in nessun’altra pesca. L’estate è uno dei periodi migliori per praticarla. I siluri sostano apatici sul fondo, poco propensi alla caccia e al dispendio di energie, ma un’esca presentata bene e un colpo di clonk ben assestato, possono indurlo all’attacco.

Riesco finalmente a trovarmi con Stefano per una pescata dalla barca che slittava ormai da troppo tempo. La giornata è di quelle da sdraio ed ombrellone al mare, ma l’appuntamento è sul Grande Fiume a mezzogiorno, snobbando la mattina e cercando fino a sera inoltrata di trovare qualche siluro propenso all’attacco.

L’idea è quella di pesca a dinamica con il clonk, sfidando il sole, l’afa, la diffidenza e l’apatia dei siluri “estivi“.

Iniziamo a derivare su un centro tratto di fiume con una fondale di circa 6-7 metri. Fortunatamente la nostra scelta si rivela ottima, e sono numerose le scie che visualizziamo sull’ecoscandaglio. Tutt’altra cosa invece, è riuscire a farli abboccare ovviamente. A sbloccare la situazione tocca a me e la mia Ethnic Dynamic Cat, con il siluro che si rivelerà il più grande catturato nella giornata, il quale abbocca su un piccolo carassio usato come esca.

Per tentare di andare in contro a tutte le eventuali voglie dei siluri, cambio tipologia di innesco, scegliendo calamari e lombrichi canadesi. I calamari sono solito preparali in piccole strisce già a casa per evitare di perdere tempo in pesca. Un corposo innesco che nasconda per bene l’ancoretta desta meno sospetti e conferisce un bel movimento fluttuante ed armonioso in acqua, per non parlare del potere attrattivo olfattivo. Il problema di questo innesco è che speso e volentieri i siluri di piccola taglia ne sono ghiotti.. ed infatti un siluro di piccola taglia ci casca in pieno.

Tentiamo una nuova deriva caratterizzata da una profondità maggiore senza vedere tuttavia alcuna traccia, e decidiamo di rifare la prima. Questa volta è il turno di Stefano, che si toglie il cappotto di dosso con un piccolo silurotto.

Provo a variare non più l’innesco ma proprio tecnica, passando ad un vertical con una piccola esca, utilizzando l’onnipresente Ethnic Vertical Cat. Usare due tecniche permette di coprire diversi strati di acqua e può essere un buon modo per capire la tecnica più redditizia in quel momento preciso. Inoltre un pesce che si piazzi sul fondo dopo l’azione del clonk, potrebbe incappare nella nostra esca. Arriva infatti la mia terza cattura, sempre di taglia piccola.

Continuiamo imperterriti sotto il sole cocente, ma più passa il tempo, meno siluri si vedono. In estate ho spesso notato che durante l’arco della giornata ci sono orari ben precisi in cui è più facile vederli. Alla mattina e da metà pomeriggio è molto raro, mentre molto più facile vederli paradossalmente nelle ore centrali più calde ed ovviamente di notte. Ho sempre pensato che dopo l’attività di caccia notturna, al mattino riposino, per poi attivarsi qualche ora nelle ore centrali e riposarsi nuovamente in attesa della notte.

Giunte le 19,00, cotti dal sole, con le scorte d’acqua terminate e senza vedere archi per decine di metri, decidiamo di concludere la battuta, egualmente soddisfatti per l’esito e andandoci a gustare una bevanda fresca nel bar più vicino, a conclusione di una giornata dedicata alla tecnica più emozionante per catturare il siluro!

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